MasterChef 15 e la lotta allo spreco: ecco che fine fa il cibo cucinato nel programma
L’edizione numero 15 di MasterChef Italia è appena partita su Sky, portando con sé la consueta ventata di creatività, tensione e piatti mozzafiato. Tuttavia, osservando la grande quantità di ingredienti utilizzati dai concorrenti e le numerose preparazioni che finiscono sul bancone davanti ai giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, molti telespettatori si pongono una domanda etica: che fine fa tutto questo cibo? In un’epoca in cui la sostenibilità è centrale, il cooking show più famoso del mondo ha adottato una politica rigorosa per garantire che nulla vada perduto, trasformando lo spreco in un’opportunità di solidarietà.
La “Doggy Bag” dei concorrenti e il recupero delle eccedenze
Per quanto riguarda i piatti effettivamente cucinati durante le Mystery Box o le Invention Test, la soluzione è tanto semplice quanto educativa: sono gli stessi aspiranti chef a consumare ciò che hanno preparato. Le pietanze diventano una sorta di “doggy bag” interna, permettendo ai partecipanti di assaggiare le proprie creazioni e comprendere meglio eventuali errori tecnici o di bilanciamento dei sapori. Diverso è il discorso per l’enorme dispensa del programma, colma di materie prime fresche e di alta qualità che non sempre vengono utilizzate integralmente durante le prove. In questo caso, MasterChef non permette che prodotti edibili finiscano nella spazzatura, ma ne garantisce il recupero immediato.
La partnership con Last Minute Market per la beneficenza
Dal 2013, la produzione firmata Endemol Shine Italy ha stretto una collaborazione fondamentale con Last Minute Market, una società spin-off dell’Università di Bologna specializzata nel recupero delle eccedenze alimentari. Tutti gli ingredienti che non vengono toccati dai concorrenti o che restano inutilizzati dopo le riprese vengono raccolti e ridistribuiti a enti benefici e mense per i poveri. Questo approccio, unito a una filosofia lavorativa sempre più plastic-free, permette al programma non solo di intrattenere, ma di farsi portavoce di un consumo consapevole ed ecosostenibile. Come ricordano spesso i tre giudici, il rispetto per la materia prima è il primo ingrediente per diventare un vero MasterChef.