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Oscar 2026, oltre la “statuetta”: i segreti dell’After Party

I segreti dell'After Party degli Oscar 2026 che andrà in scena dopo la premiazione
Oscar
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La vera festa di Hollywood inizia quando si spengono le luci del Dolby Theatre e inizia l’After Party. Mentre il mondo commenta i vincitori, 1.500 ospiti d’élite si spostano nella Ray Dolby Ballroom per il banchetto post-Oscar, un evento che è, a tutti gli effetti, una complessa macchina da guerra del lusso orchestrata da un’unica leggenda: Wolfgang Puck. Per il 32° anno consecutivo, lo chef austriaco trasforma la notte degli Oscar in un’esperienza sensoriale senza precedenti. Dietro i 70 piatti del menù non c’è solo creatività, ma un vero esercito di professionisti fatto di: 75 chef dedicati alle portate salate, 45 pasticceri per le creazioni dolciarie, Oltre 300 membri dello staff tra camerieri e responsabili di sala.

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Cosa mangeranno le star

Il menù 2026 è un mix perfetto di “comfort food” stellato e innovazione asiatica. Accanto ai tradizionali cracker al salmone a forma di Oscar e agli intramontabili mini-hamburger di Wagyu, quest’anno debutta un’anima orientale: una stazione izakaya (ispirata ai pub giapponesi) e un corner sushi d’eccellenza dove cinque maestri prepareranno nigiri e handroll sul momento. E il dessert? Insieme alle statuette di cioccolato, Puck serve lo strudel di mele seguendo la ricetta originale di sua madre, un cuore di tradizione nel centro della mondanità globale. Puck è il re dell’improvvisazione. Lo chef ricorda ancora con orgoglio quando Joaquin Phoenix, fresco di Oscar per Joker, si presentò con un gruppo interamente vegano: “Li portai in cucina e servimmo piatti dedicati. Mi disse che era il miglior ristorante vegano del mondo”. Ma l’eccellenza non dimentica l’etica: niente viene sprecato. Al termine della serata, tutte le eccedenze alimentari verranno inviate a Skid Row, per sostenere i senzatetto di Los Angeles.

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Il dettaglio per personalizzare la statuetta

Mentre gli ospiti si rilassano tra divanetti e tavoli conviviali, i vincitori hanno un’ultima tappa obbligatoria: un angolo riservato della sala dove, tra un brindisi e l’altro, possono finalmente far incidere il proprio nome sulla base della statuetta. È in quel momento, tra il profumo del tartufo e il brusio del jet set, che il sogno diventa ufficialmente storia.