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Oscar 2026: Incognita a Los Angeles, una corsa senza padroni fino all’ultima busta

Verso la notte degli Oscar 2026: i pronostici sono nel caos dopo gli Actors Awards. Da Paul Thomas Anderson a Michael B. Jordan, ecco le sfide più incerte dell'Academy.
In this handout photo provided by A.M.P.A.S., Oscar statuettes are seen backstage during the 95th Annual Academy Awards on March 12, 2023 in Hollywood, California. (Photo by Al Seib/A.M.P.A.S. via Getty Images)

La notte del 15 marzo si avvicina e l’Academy si prepara a una delle edizioni più imprevedibili degli ultimi anni. Se in passato esistevano dei “front-runner” capaci di dominare l’intera stagione dei premi, gli Oscar 2026 si presentano come una partita a scacchi ancora apertissima. Il recente “effetto domino” scatenato dagli Actors Awards ha rimescolato completamente le carte: pellicole che sembravano destinate al trionfo ora devono guardarsi le spalle, mentre outsider partiti in sordina stanno guadagnando terreno proprio sul rettilineo finale. Con l’introduzione della nuova categoria per il Miglior Casting, l’Academy sottolinea quanto l’armonia dell’intero gruppo attoriale sia diventata centrale nel giudizio della critica.

La sfida per il Miglior Film: Anderson contro “I Peccatori”

Per mesi, il favorito assoluto per la statuetta più ambita è stato “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson, forte anche del successo ai BAFTA con Leonardo DiCaprio. Tuttavia, l’ascesa verticale de “I Peccatori” (Sinners) ha riaperto i giochi: la vittoria del premio come miglior cast corale agli Actors Awards ha dato al film di Ryan Coogler una spinta decisiva. Non va sottovalutato il peso di “Sentimental Value” di Joachim Trier; con nove nomination e il favore della critica internazionale, il film si pone come il terzo incomodo in grado di sparigliare le carte. Sul fronte dei film internazionali, nonostante l’assenza dell’Italia, la sfida è serrata tra il già citato Trier e il toccante “The Voice of Hind Rajab”, già premiato a Venezia.

Interpretazioni da brivido: Chalamet e Michael B. Jordan testa a testa

Se le categorie dei film sono incerte, quelle recitative sono un vero rebus. Timothée Chalamet, la cui vittoria per Marty Supreme sembrava scritta, si trova ora a fronteggiare la rimonta di Michael B. Jordan, trionfatore a sorpresa per Sinners. Attenzione anche a Ethan Hawke, la cui prova in Blue Moon potrebbe rivelarsi la vera sorpresa della serata. Tra le attrici, Jessie Buckley (Hamnet) mantiene un leggero vantaggio su Rose Byrne, mentre il caso dell’anno è Emma Stone: candidata sia come protagonista che come produttrice per Bugonia, la Stone punta a un bis storico. Nelle categorie dei non protagonisti, se Sean Penn appare in pole position per il film di Anderson, Stellan Skarsgård resta un rivale temibile grazie al Golden Globe già conquistato.