Oscar 2026, ‘One Battle After Another’ è il favorito assoluto
Se c’erano ancora incertezze sulla corsa alla statuetta dorata, i recenti riconoscimenti le hanno spazzate via: ‘One Battle After Another’ di Paul Thomas Anderson non è più solo un concorrente, ma il frontrunner indiscusso per gli Oscar del prossimo 15 marzo. Il film ha già trionfato ai Gotham Awards, è stato eletto miglior film dal New York Film Critics Circle e ha sbancato ai Critics Choice Awards per film, regia e sceneggiatura. Con ben 9 candidature ai Golden Globe (previsti per l’11 gennaio 2026), l’opera ha consacrato il cast guidato da Leonardo DiCaprio e Benicio del Toro, portando alla ribalta anche la giovane esordiente Chase Infiniti.
Un’anomalia chiamata Paul Thomas Anderson
Nonostante il plebiscito della critica, il film rappresenta un caso unico nella storia recente di Hollywood. Prodotto con un budget mastodontico di almeno 130 milioni di dollari (a cui se ne aggiungono 70 di marketing), la pellicola della Warner Bros. sta faticando a raggiungere il pareggio finanziario. Con incassi globali che si attestano attualmente intorno ai 202 milioni di dollari, Variety stima una possibile perdita di circa 100 milioni. Eppure, in un’industria ossessionata dai franchise e dai profitti immediati, l’Academy sembra pronta a premiare il coraggio artistico. Se dovesse vincere il premio come Miglior Film, ‘One Battle After Another’ diventerebbe uno dei rari titoli “in perdita” a conquistare il massimo riconoscimento, seguendo le orme di capolavori indipendenti ma distanziandosene per l’imponente sforzo produttivo.
Resistenza politica e “viva la rivoluzione”
Il cuore del successo risiede nel potente racconto padre-figlia sulla resistenza politica. La scena iniziale, che ritrae un’irruzione in un centro di detenzione per immigrati, ha scosso profondamente gli spettatori per la sua brutale attualità. Il film si batte per un tipo di cinema d’autore “sotto assedio”, capace di sfidare i canoni tradizionali come fatto in passato da Parasite o Anora. Sebbene la concorrenza rimanga agguerrita — con titoli come Sinners di Ryan Coogler e Marty Supreme pronti a dare battaglia — il sostegno per Anderson appare granitico. Come recita il personaggio di DiCaprio nel film, “viva la rivoluzione”: una frase che sembra descrivere perfettamente l’ascesa di questo film “senza portafoglio” ma ricco di anima.