Spettacolo

Roma pazza di Sanremo: in Piazza di Spagna “tutti cantano” con Carlo Conti

Roma canta, tutti cantano, con Carlo Conti e con Sanremo. Che nei giorni scorsi a Piazza di Spagna, nel cuore della città eterna, ha confezionato il proprio spot ufficiale per l'edizione 2026
Carlo Conti
Carlo Conti (Getty Images)

Roma canta, tutti cantano, con Carlo Conti e con Sanremo. Che nei giorni scorsi a Piazza di Spagna, nel cuore della città eterna, ha confezionato il proprio spot ufficiale per l’edizione 2026. “Tutti cantano Sanremo”, il titolo, con Carlo Conti l’ha registrato all’aria aperta, assieme ai romani, ai turisti, ai passanti e ai curiosi, invitando tutti a partecipare a quello che è stato un grande flash-mob, quasi da record.


Il direttore artistico e conduttore (affiancato da Laura Pausini) ha scherzato con alcuni giovanissimi dando loro dei consigli per cantare dei grandi classici, intramontabili e amati da tutti, come “Con te partirò” di Andrea Bocelli oppure “Nel blu dipinto di blu”. Fino al celebre, in tempi recenti, “Volevo essere un duro”.

I testi delle canzoni sono stati distribuiti al pubblico, protagonista del grande concerto “en plein air”, che vedremo e ascolteremo presto ovunque in televisone e non solo.

Di Liberatore: “Ascolti? Sarà un festival strano…”

Tra i presenti anche Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time della Rai, che ha risposto alle domande sulle indiscrezioni relative ad un suo presunto commissariamento e a un possibile affiancamento per quanto riguarda Sanremo da parte del direttore del Coordinamento Generi Stefano Coletta.

“Sappiamo bene i ruoli all’interno dell’azienda, quindi tra colleghi, quindi con il Coordinamento Generi e la direzione Intrattenimento Prime Time naturalmente collaboriamo nel rispetto, naturalmente, di quelli che sono ruoli e competenze. Il Festival di Sanremo, la storia ce lo insegna, comunque è appannaggio dell’Intrattenimento Prime Time”.

Sugli ascolti, invece, così si è espresso Di Liberatore. “Carlo Conti si misurerà con se stesso e con i record dello scorso anno. Certo quest’anno è un festival un po’ più strano, no? Nel senso che viene in un periodo anche diverso, di solito il festival è abituato ad essere a febbraio, quest’anno veniamo dopo le olimpiadi, quindi dopo un grande evento. Siamo a fine febbraio e la platea muta un po’. Quindi obiettivamente lì ci potrebbe essere un’incognita da capire. Stiamo naturalmente valutando e studiando, ma stiamo anche parlando di dati comunque altissimi. Credo che Carlo – conclude – stia facendo un ottimo lavoro da questo punto di vista, con un festival equilibrato ma ricco allo stesso tempo, basato sul ritorno delle canzoni belle”.