Spettacolo

Sanremo, il caso Pucci: da cosa nasce e perché la Meloni è intervenuta?

Andrea Pucci si è ritirato da Sanremo dopo l'accusa mossa nei suoi confronti, sul tema è intervenuta anche il Presidente del Consiglio
Andrea Pucci
Andrea Pucci

Sanremo 2026 ha già il suo primo caso, a poco più di due settimane dal suo inizio. Nelle scorse ore, infatti, il comico Andrea Pucci ha deciso di ritirarsi dal ruolo di co-conduttore della terza serata. Dietro il motivo di questa scelta a sorpresa ci sarebbero le accuse nei suoi confronti di omofobia e fascismo che nascono da alcune prese in giro durante un suo spettacolo nei confronti di un ragazzo omosessuale presente tra gli spalti. I primi attacchi non sono, però, partiti dai social o dalla stampa. A muoversi contro Pucci e contro la decisione della RAI di affidargli, in accordo con Carlo Conti, la direzione della terza serata di Sanremo, è stato il PD. Il Partito Democratico, infatti, ha dato vita all’ondata mediatica che ha travolto Pucci e lo ha convinto a dare forfait dal Festival, chiamando in causa le battute nei confronti di Tommaso Zorzi e quelle sull’aspetto fisico del leader del PD, Elly Schlein.

L’attacco del PD a Pucci

Anche Sanremo come tutta la Rai è diventato TeleMeloni? I vertici Rai spieghino la scelta del comico Pucci, palesemente di destra, fascista e omofobo, già sulle cronache per aver preso in giro un ragazzo dello spettacolo per essere omosessuale. Un tripudio di volgarità mista a razzismo. La Rai e il governo spieghino immediatamente cosa sta succedendo” hanno scritto negli scorsi giorni i componenti del Partito Democratico della Vigilanza Rai, fomentando un movimento popolare che tramite i social si è opposta e ha accusato Pucci di fascismo e omofobia.

La reazione di Pucci, della RAI e della Meloni

La reazione di Andrea Pucci, ovviamente, non si è fatta attendere. Il comico milanese ha risposto agli attacchi con un comunicato, prendendo anche la decisione di dire addio a Sanremo e rinunciare alla sua conduzione per evitare questa esposizione mediatica. Una scelta che è stata commentata anche dalla stessa RAI, che ha condannato”il clima d’intolleranza e di violenza verbale generato nei confronti di un artista che ha fatto della satira e della comicità non conformiste il suo modo di esprimere libertà di pensiero, ma soprattutto dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che sul proprio profilo X ha scritto: “Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui“.