Al via Sanremo 2026: Carlo Conti dedica il 76° Festival alla memoria di Pippo Baudo
Tutto è pronto per l’inizio di Sanremo 2026 e l’emozione è già palpabile per l’apertura annunciata da Carlo Conti: un ricordo solenne di Pippo Baudo. La scomparsa del conduttore, avvenuta lo scorso agosto, ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo dello spettacolo, spingendo il Direttore Artistico a dedicargli l’intero Festival. “Pippo ha inventato il Sanremo moderno“, ha dichiarato il Conti, che per l’occasione ha scelto di richiamare all’Ariston i nomi che proprio Baudo portò al successo. Sarà un inizio che promette di unire l’Italia davanti al piccolo schermo, celebrando il professionista che per 13 volte ha guidato la kermesse con eleganza e piglio autorale.
Il tributo vivente al talento di Baudo
La scelta di Laura Pausini come co-conduttrice fissa è il simbolo più forte di questo omaggio. La cantante di Solarolo, scoperta da Baudo nel Sanremo del 1993, torna nel ruolo di padrona di casa proprio nell’edizione dedicata al suo mentore. Accanto a lei, le performance di Eros Ramazzotti e Andrea Bocelli fungeranno da ponte tra la storia gloriosa del Festival e il presente. Questi super ospiti rappresentano l’eccellenza italiana nel mondo, nata e cresciuta su quel palco grazie all’intuizione di un uomo che sapeva vedere oltre la performance, riconoscendo la scintilla del successo internazionale prima di chiunque altro.
Da Baudo a Conti, ritorno al passato per guardare al futuro
Sotto la guida di Carlo Conti, il Festival ritrova alcune dinamiche classiche molto amate dal pubblico: la riduzione del numero dei brani in gara e un regolamento che premia la qualità del testo. Non mancheranno però i cambiamenti tecnici, come il potenziamento della giuria della Sala Stampa e il coinvolgimento diretto del pubblico attraverso il televoto con percentuali riequilibrate. L’obiettivo di Conti è creare un’edizione equilibrata, capace di rispettare la solennità del tributo a Baudo ma anche di lanciare nuove hit radiofoniche. Sanremo 2026 si preannuncia così come un viaggio emozionale tra la nostalgia per un gigante della TV e la curiosità per le nuove tendenze della musica italiana.