Sanremo

Sanremo, Eddie Brock: “Mi sento come un calciatore che debutta al Mondiale”

Dal duetto con Fabrizio Moro all’Eurovision, le parole del cantante in gara al prossimo Festival
Eddie Brock e Carlo Conti (Photo by Stefania D'Alessandro/Getty Images)
Eddie Brock e Carlo Conti (Photo by Stefania D'Alessandro/Getty Images)

Se vivo questo Sanremo come esordio o come onda lunga di ‘Non è mica te’? Lo vivo comunque come un esordio al pubblico più ampio. Chiaramente, sono anni che io cerco di fare questo mestiere, ma sarei bugiardo a dirti che non lo vivo come un esordio, anche perché rapportarti alla televisione e al programma più visto in tutta Italia è come per un calciatore che gioca in Serie A e poi viene convocato in Nazionale per i Mondiali, è un’altra cosa“. Lo ha detto Eddie Brock, in gara al prossimo Festival di Sanremo, in un’intervista a LaPresse. “Io non giocavo neanche in Serie A però oggettivamente mi sento bene e sono onorato. In genere io non sono mai contento, trovo sempre il cavillo, forse anche un po’ per autosabotarmi e se dovesse andar male dire ‘già lo sapevo’. Invece ora sono proprio contento di andare a cantare lì” ha aggiunto il cantante.

Il duetto con Fabrizio Moro

Sul duetto con Fabrizio Moro: “Come lo vivo? Un anno fa, se avessi dovuto pensare che sarei salito sul palco con Fabrizio mi sarei preso in giro da solo, perché cantavamo le sue canzoni in macchina cercando di sperare che prima o poi anche noi avremmo fatto questo lavoro. Poi io l’ho preso sempre come esempio di carriera, perché non si è mai arreso. C’è una canzone di Fabrizio che dice che a 30 anni non aveva ancora realizzato nessuno dei suoi sogni e noi ci dicevamo, ne abbiamo 27 anni, ancora ho tempo, perché poi un po’ inizia a venirti l’ansia, pensi ‘sto diventando grande, non ce la faccio più’. Quindi l’ho sempre preso come metro di paragone su quello che avrei fatto io nella vita”.

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Le parole di Eddie Brock

Infine, sull’Eurovision: “Se andrei all’Eurovision in caso di vittoria a Sanremo? Ti rispondo da due prospettive: una è lavorativa. Io sto facendo l’esordio praticamente qui e sinceramente non è il momento della mia carriera. Non sono abituato a grandi palchi e a vedere il grande pubblico. Vorrei prima fare i miei concerti, anche perché se io ora vado all’Eurovision e mi rapporto a tutta l’Europa, ma per ora ho fatto concerti con 300-350 persone, poi c’è un salto troppo grande e sarebbe bruciare le tappe in maniera un po’ troppo repentina. Dal versante umano, invece, penso che non ci andrei uguale”.