Sanremo

Sanremo per una svolta musicale: la confessione della Brancale

Serena Brancale punta a svoltare nello stile e nelle canzoni, Sanremo 2026 sarà l'occasione per farlo
Serena Brancale
Serena Brancale

Serena Brancale a Sanremo 2026 porterà qualcosa di diverso rispetto a quello a cui siamo abituati. ‘Anema e Core’ è stata un successo. Le ha permesso di consolidarsi sul grande schermo, ma ormai fa parte del suo passato musicale. Per qualche tempo, magari anche solo per il Festival, la musica popolare e percussionista verrà chiusa in un cassetto. Pronta, però, a esser ritirata fuori quando ce ne sarà bisogno. Serena Brancale all’Arison porterà ‘Qui con me’. Una canzone che avrà lo scopo di travolgere ed emozionare. Dedicata a sua madre, come ha svelato in una lettera pubblicata su FM Megazine, presenterà la Brancale come non l’abbiamo mai vista. Senza maschere, esattamente così com’è. Non sarà il tempo del ballo. Il testo di ‘Qui con me’ punta alla riflessione, alla commozione. Vuole colpire nell’intimo tutti coloro che l’ascolteranno.

Serena Brancale spiega ‘Qui con me’

«Qui con me’ dunque nasce dall’esigenza di dover mettermi a nudo e finalmente raccontare qualcosa che ho tenuto per me per sei anni e questo è il momento giusto per parlarne. Questa canzone è una lettera che dedico a mia madre, ci ho messo sei anni per arrivare a questo, perché ha avuto bisogno di tempo per trovare le parole giuste. È un brano che ha tanti respiri e ne respiri c’è tanta musica. Mi auguro che la gente si possa rivedere in me. perché può capitare di di perdere una persona molto cara improvvisamente ed è giusto ricordarla e celebrarla sempre, senza la paura di essere pesante, nostalgica, ma con il sorriso è giusto che si festeggi una persona e per me ‘Qui con me’ è una grande celebrazione su quel palco».

Serena Brancale svela la sua vera essenza

«Quest’anno non ho nessuna maschera, non gioco con nessun colore, mi presento qui per quella che sono con quello che ho provato e quello che voglio raccontare. È una scelta voluta perché sento di dover cambiare, è stata un’esigenza voluta, è un’esigenza quella di tornare naturale e voler non portare la festa di ‘Anema e Core’ ma portare una lettera d’amore. Porto una verità che mi farà emozionare tantissimo. L’obbiettivo è quello di raccontare una cosa che ti ferisce e continua a ferirti, però che hai metabolizzato. Ho mio padre, mio fratello, sono loro la forza che mi porta avanti nel fare questo passo».