Alcaraz, il media day a Vienna 2026 tra Sinner, Djokovic e Zverev
Torna a giocare l’ATP 500 di Vienna dopo un’assenza di cinque anni Carlos Alcaraz che, nel media day, sottolinea di non sentirsi cambiato rispetto alla sua ultima apparizione in Austria: “Cinque anni possono sembrare pochi, ma è stato un lunghissimo percorso per me. Dalla prima volta che ho giocato qui fino ad oggi, ho raggiunto grandi traguardi, di cui sono molto orgoglioso. Mi sento però ancora lo stesso ragazzo: ho le stesse ambizioni e gli stessi sogni. Non è facile fermarsi e pensare a tutto il percorso, ai tornei a cui ho partecipato e che ho vinto, perché ci sono tanti impegni. Continui a competere e ad allenarti, senza renderti conto di tutto ciò che stai realizzando. Sembra incredibile, ma è la verità. Questa stagione ho giocato meno del solito e ho bisogno di partite per tornare al mio miglior livello. Ho bisogno di sentirmi di nuovo a mio agio in campo, devo ritrovare il ritmo. Giocare Vienna mi aiuterà a raggiungere gradualmente il mio obiettivo”.
Alcaraz sente la mancanza di Sinner e Djokovic
Il 23enne murciano sottolinea, poi, come gli manchi affrontare Jannik Sinner e Novak Djokovic: “Affrontare questi tennisti è diverso. Quando giochi contro di loro, capisci su cosa devi lavorare nell’allenamento successivo. Sono partite che ti spingono al limite e ti permettono di individuare le aree in cui devi migliorare. Mi manca giocare contro di loro. Sarà importante misurarmi nuovamente con loro, non vedo l’ora”.
Per Alcaraz il n. 1 di Zverev è meritato
In ultimo, Carlitos si sofferma sul n. 1 della classifica ATP che andrà ad Alexander Zverev al termine della stagione: “Lo merita assolutamente. Il tennis non si riduce solo a scendere in campo e giocare bene, non basta essere il migliore in una singola partita. Ciò che conta davvero è la costanza. Alcuni giocatori si distinguono per il loro stile, altri eccellono anche grazie alle loro doti fisiche. Credo che Sascha abbia entrambe queste caratteristiche. Possiede un livello tennistico e delle doti fisiche straordinarie, che gli permettono di competere tutto l’anno e raggiungere finali settimana dopo settimana. Per questo credo che meriti ampiamente il numero uno. Sono molto contento per lui perché so quanto duramente ha lavorato per raggiungere questo obiettivo. È un premio meritatissimo”.