Alcaraz: “Non posso compromettere la mia carriera per il Roland Garros”. Poi la previsione sul n. 1 con Sinner e il record di Djokovic
Una grande gioia per Carlos Alcaraz il premio di sportivo dell’anno ai Laureus Awards nella serata di lunedì 20 aprile 2026: “La vita da sportivo, come tutto, ha lati positivi e negativi. Però il lato positivo è l’opportunità che ho in tutto: arrivare alla gente, conoscere persone, anche molti dei miei idoli. Di vedere il mondo. E credo che questo sia meraviglioso. È quello che mi rimarrà sempre dentro, anche quando avrò smesso”.
Alcaraz verso il forfait al Roland Garros 2026
Il sette volte campione Slam sembra, però, orientato a non partecipare al Roland Garros 2026 a causa di una infiammazione alla guaina del tendine del polso destro per cui sta indossando un tutore rigido: “Ho una lunghissima carriera davanti a me, tanti anni di buon tennis. Sforzarmi troppo a questo Roland Garros potrebbe seriamente compromettere le mie possibilità nei tornei futuri, quindi vedremo come andrà la competizione. Preferisco tornare un po’ più tardi e in buona forma, piuttosto che tornare un po’ prima e in cattive condizioni. Bisogna prendersi cura di sé perché la carriera di un tennista può essere molto lunga”.
Alcaraz parla della rivalità con Sinner
Inevitabile, poi, soffermarsi sulla rivalità con Jannik Sinner che, secondo il 22enne murciano, rimarrà al n. 1 della classifica ATP più a lungo di lui, oltre a una previsione sul record di 24 Slam di Novak Djokovic: “Non sono preoccupato. L’avevo già detto a Montecarlo, quando ero in salute e senza infortuni, che avrei perso comunque il primo posto. La lotta per la vetta tra me e Jannik si sta rivelando molto avvincente; ci dividiamo le settimane, anche se credo che lui la manterrà un po’ più a lungo. In fin dei conti, le nostre carriere sono molto lunghe, abbiamo ancora molti anni davanti, quindi cercheremo di impegnarci al massimo nei tornei al nostro ritorno. Ora la cosa principale è recuperare, allenarsi bene e tornare a giocare. Stiamo lottando quasi per gli stessi record. Però il rapporto che abbiamo fuori dal campo, una volta usciti è molto buono, e lo è anche con il suo team. Credo che la gente lo apprezzi: gli italiani con me e gli spagnoli con Jannik. Credo che il fatto di ammirare quello che ciascuno dei due sta facendo, al di là della rivalità e dei titoli, sia importante. Bisogna ammirare ogni sportivo per lo sforzo e per quello che sta facendo. E ritengo che sia in Italia sia in Spagna ci si guardi reciprocamente anche in questo modo. Il record di Djokovic dei 24 Slam? È un traguardo ancora molto lontano. Alla fine spero che la carriera che ho davanti sarà molto lunga. Faremo tutto il possibile perché lo sia. E vedremo fin dove arriverò. Non so se mi fermerò a 10, a 15, a 24, a 20… Non ho intenzione di pormi limiti. Cerco di seguire il percorso che stiamo facendo, che credo sia molto buono, e nel futuro vedremo. Vedremo fin dove riusciremo ad arrivare”.