Alcaraz per la prima volta in corsa per il Grande Slam dopo l’Australian Open: la riflessione di Carlitos
Primo titolo per Carlos Alcaraz all’Australian Open con il Career Grand Slam chiuso prima del suo 23° compleanno, più giovane di sempre a riuscirci, grazie all’affermazione per 2-6 6-2 6-3 7-5 ai danni di Novak Djokovic in finale.
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Alcaraz orgoglio del Career Grand Slam
Soltanto otto tennisti oltre allo spagnolo hanno centrato lo stesso traguardo e lo spagnolo ne va particolarmente orgoglioso: “È un grande onore per me unirmi alle leggende che hanno vinto tutti i tornei principali. Continuerò a lavorare per essere nella migliore forma possibile e dare il massimo negli eventi più importanti. È un sogno che si avvera. Al match point ero davvero nervoso, devo dire che tremavo tutto il corpo. Quando ho visto la palla entrare nel corridoio, è stata una sensazione incredibile. Mi sentivo come se avessi raggiunto ciò per cui avevo lottato così duramente. Solo la mia squadra e la mia famiglia sanno quanto ho lavorato per raggiungere questo obiettivo“.
Alcaraz parla del Grande Slam e di Djokovic/Nadal
Inevitabile pensare, poi, alla possibilità di realizzare il Grande Slam nel 2026, opportunità che in passato non ha mai avuto dopo l’Australian Open, senza dimenticare la grande ammirazione per la longevità di Novak Djokovic: “Vincere tutti e quattro i Grandi Slam nello stesso anno è un’impresa enorme, preferisco procedere un passo alla volta. Djokovic? La verità è che l’idea di giocare fino a 38 anni non mi ha mai sfiorato, ma Novak è una grande fonte di ispirazione per me, con la sua incrollabile voglia di continuare a competere e con quanto impegno ci metta per raggiungere i suoi obiettivi. È davvero impressionante vedere come continua a competere per titoli importanti e a sfidare i giocatori più giovani. Il modo in cui crede nelle sue capacità e si impegna così tanto è davvero impressionante. Ho parlato brevemente anche con Nadal dopo la partita. La sua presenza ha reso questa vittoria ancora più speciale, è stato incredibile per me. Quando ho finito la semifinale, ho pensato molto a quello che ha fatto nel 2009. Abbiamo parlato un po’ della partita e l’ho ringraziato profondamente per essere stato lì. Sa esattamente cosa si prova in quei momenti, è stato emozionante“.