Tennis

Allarme infortuni nel tennis, non solo Sinner e Alcaraz: l’aumento vertiginoso negli ultimi 20 anni

Match lunghi, calendario fitto, caldo, materiali, palle sempre diverse stanno compromettendo la salute dei tennisti
Carlos Alcaraz e Jannik Sinner
Carlos Alcaraz e Jannik Sinner (Getty Images)

I problemi d’infortuni accusati nel 2026 da Carlos Alcaraz e Jannik Sinner riaccendono il dibattito sulla sostenibilità di un calendario ATP sempre più intenso.

Infortuni in aumento del 25% negli ultimi anni

Secondo una ricerca recente, negli ultimi vent’anni, gli infortuni e i ritiri nel circuito sono aumentati di circa il 25%, con un’impennata clamorosa di oltre il 112% per le lesioni agli arti superiori e alle spalle rispetto ai decenni precedenti.

Infortuni correlati al tempo trascorso in campo e agli incontri notturni

Secondo la Professional Tennis Players Association (PTPA), che ha raccolto dati su oltre 30.000 partite professionistiche, i giocatori che hanno subito un problema fisico in questa stagione avevano disputato mediamente 461 minuti di tennis nel mese precedente, contro i 343 minuti dei giocatori senza infortunio, una differenza di circa il 34%.

La PTPA segnala, inoltre, anche una crescita delle partite serali negli Slam che sono maggiormente a rischio infortuni: quelle iniziate dopo le ore 19:00 sono passate dal 6,6% nel 2018 al 19,8% nel 2024, mentre le sfide notturne mostrano inoltre un’associazione con gli infortuni del 5,2%, contro il 4,6% di quelle diurne.

Se aggiungiamo un calendario ATP sempre più fitto e palle diverse da un torneo all’altro che incidono sulle problematiche dei tennisti al braccio e al polso, potete comprendere perché potremmo essere arrivati a un punto di non ritorno nel tennis: o si cambia qualcosa o il trend degli infortuni è destinato a salire ulteriormente.