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ATP Buenos Aires 2026, Darderi prima della finale con Cerundolo: “Vi svelo la chiave delle mie vittorie”

Luciano Darderi ha festeggiato il 24° compleanno con la vittoria in semifinale a Buenos Aires ai danni di Sebastian Baez
Luciano Darderi (Getty Images)
Luciano Darderi

Domenica speciale per Luciano Darderi che, alle ore 20:00 italiane, sfiderà Francisco Cerundolo nella finale dell’ATP 250 di Buenos Aires con la prospettiva di entrare per la prima volta nella top 20 della classifica mondiale in caso di vittoria.

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Darderi parla della vittoria con Baez

Innanzi tutto, in conferenza stampa il nostro connazionale parla del successo, il 12° di fila sulla terra rossa nel circuito ATP, con Sebastian Baez nel giorno del suo 24° compleanno: “Due anni fa, quando era il mio compleanno, ho perso contro Seba qui agli ottavi di finale. Non so se fosse il giorno prima o il giorno dopo, ma dopo due anni mi sono vendicato. Nel tennis è sempre una questione di rivincite. Non riesco a spiegare la gioia che provo per essere approdato in finale nel giorno del mio compleanno. Non potrebbe essere meglio di così, con tutta la mia famiglia qui. Mio padre, mia madre. È un qualcosa di speciale”.

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Darderi vuole la top 10 della classifica ATP

L’azzurro spiega, poi, in cosa è migliorato nell’ultimo anno, fissando l’obiettivo a medio-lungo termine nella top 10: “Penso che la cosa più importante dell’ultimo anno sia stata quella di imparare a soffrire nei momenti cruciali. Credo ci siano momenti importanti in ogni partita, dove sai di dover resistere. È questo l’aspetto che mi fa vincere più partite. Sto servendo molto bene, sto attaccando molto bene. Penso di essere piuttosto completo. Ovviamente, ci sono molti giocatori contro cui devi lottare. Puoi vincere o perdere ma, più il livello del tuo gioco sale, meno giocatori riescono a batterti. Il mio obiettivo attuale è la top 20, mentre a lungo termine è la top 10. Quindi voglio procedere passo dopo passo, credendo nel mio tennis e lavorando sodo. Essere in finale a Buenos Aires è speciale. È un torneo molto prestigioso. Ero molto piccolo quando sono partito per l’Italia. In quel momento sentivo che era la scelta migliore per la mia carriera. Non è che ci sia qualcosa contro l’Argentina. Proprio come molte persone emigrano per motivi di lavoro, per me questo era un lavoro ed era il mio sogno Con Perez Roldan abbiamo un rapporto speciale. Lui ha attraversato momenti molto difficili con suo padre ed è una splendida persona. Mi ha aiutato quando ero intorno alla posizione 500/600 del ranking e, dallo scorso anno, passiamo alcune settimane insieme. Ci troviamo bene con lui. Cerco sempre di affrontare le finali con una mentalità vincente, positiva. La prossima gara è un po’ più speciale perché si tratta proprio di una finale, ma non cambia molto”.