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ATP Doha 2026, Alcaraz commenta il ko di Sinner con Mensik: “Jakub può battere anche me in futuro”. Il motivo

Dopo il successo con Andrey Rublev in semifinale a Doha Carlos Alcaraz torna sulla sconfitta di Jannik Sinner per mano di Jakub Mensik
Il tennista Carlos Alcaraz
Carlos Alcaraz (Getty Images)

Ancora imbattuto nel 2026, Carlos Alcaraz giocherà sabato 21 febbraio alle ore 19:00 la finale dell’ATP 500 di Doha contro Arthur Fils.

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Alcaraz soddisfatto della prestazione con Rublev

Il n. 1 della classifica ATP parla in conferenza stampa dell’affermazione per 7-6 (7-3) 6-4 ai danni di Andrey Rublev in semifinale: “Penso che sia stata una partita molto dura. Andrey è uno dei giocatori più potenti, se non il più potente, che abbiamo attualmente nel circuito. Ha un diritto fantastico e un ritmo incredibile da fondo campo. Oggi ho dovuto correre molto. Ho dovuto lottare tanto. Sono molto felice e molto orgoglioso di aver vinto in due set e di essere arrivato alla mia prima finale qui a Doha. A volte commetto molti errori e semplicemente non scelgo il colpo giusto nel momento giusto. Credo che faccia parte del mio gioco e sto cercando di far sì che non accada troppo spesso. Quando hai molti colpi nel tuo repertorio è sempre fantastico, perché l’altro giocatore non se lo aspetta o non sa cosa succederà dopo. Ma allo stesso tempo il tennis consiste nel prendere decisioni in circa un secondo. Quando hai tre o quattro opzioni in testa e devi scegliere quella giusta in un solo secondo, a volte scegli quella sbagliata. È complicato, ma è così che gioco a tennis. È così che mi piace giocare e devo accettarlo e conviverci”.

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Il giudizio di Alcaraz sulla sconfitta di Sinner con Mensik

Il 22enne murciano torna, poi, sul k.o. di Jannik Sinner per mano di Jakub Mensik, sottolineando come il ceco possa battere anche lui in futuro: “Devo dire che mi ha sorpreso, non mentirò, mi ha sorpreso che Jannik abbia perso. Ma allo stesso tempo so di cosa sono capaci i giocatori. Ci sono alcuni giocatori davvero pericolosi quando hanno una buona giornata. Per esempio, Mensik e molti altri: il loro problema, direi, è la continuità, riuscire a giocare a quel livello in ogni partita. Ma quando hanno una buona giornata sono davvero pericolosi e possono battere chiunque, incluso me. Quindi in un certo senso mi ha sorpreso, ma allo stesso tempo non mi ha sorpreso affatto”.

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Il paragone con i Big Three

In ultimo, Carlitos mette a confronto il suo stile con quello dei Big Three: “Questo è il mio stile, questo sono io, è così che sono cresciuto. Ovviamente ammiravo Roger e Rafa quando ero più giovane e cercavo di imitare alcune loro cose. Ma quando cresci cerchi solo di definire te stesso, definire il tuo tipo di tennis. Credo sia quello che ho fatto. A un certo punto ho capito quale fosse il mio stile e ho iniziato a lavorarci. Ora è qualcosa di naturale, mi viene spontaneo. Non ho imitato nessuno in questo sport, ma la gente ne parla perché, con l’esistenza del ‘Big Three’, probabilmente si tende a vedere in ogni giocatore qualcosa che ricorda qualcun altro. Ma credo che ognuno abbia il proprio stile e che nessuno abbia copiato nessuno in questo sport”.