ATP Indian Wells 2026, lo sfogo di Alcaraz: “Stufo del bersaglio sulla schiena”. I complimenti a Medvedev
Dopo 16 vittorie di fila nel 2026, arriva il primo k.o. per Carlos Alcaraz che viene eliminato da Daniil Medvedev in semifinale al Masters 1000 di Indian Wells con il punteggio di 6-3 7-6 (7-3).
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Alcaraz si complimenta con Medvedev
Innanzi tutto, lo spagnolo rende merito alla super prestazione del russo: “Devo innanzitutto fare i complimenti a Daniil. Penso che abbia giocato una partita incredibile dall’inizio alla fine. Non ho mai visto Daniil giocare così onestamente. Ha meritato la vittoria e la possibilità di giocare la finale qui. Non posso che fargli i complimenti. È stata dura per me, dovevo correre da una parte all’altra del campo, ma sono orgoglioso di aver lottato fino all’ultimo punto. Caldo? Nel primo set non è andata male, ma ho avvertito la sensazione che gli scambi lunghi ti spingano ad aumentare la potenza dei colpi. Sento di aver sprecato energie extra dopo ogni colpo. Con il caldo è stato difficile gestire tutto questo. È stato lui a far sì che io dovessi faticare sempre di più. Nel secondo, invece, ho iniziato a sentirmi meglio. Ho capito cosa dovevo fare. Dovevo soffrire e accettare la situazione. La sua aggressività in campo mi ha sorpreso. Sapevo che avrebbe giocato così, ma il modo in cui lo ha fatto mi ha sorpreso molto, perché non ha sbagliato nulla. Era complicato trovare delle soluzioni. Sono deluso in questo momento, ma allo stesso tempo devo vedere gli aspetti positivi di questa sconfitta. I tennisti sanno che devono giocare a questo livello per battermi. Ho dimostrato che se vogliono battermi devono giocare al massimo livello per due ore”.
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Alcaraz quasi sollevato per la fine della serie positiva
Il n. 1 della classifica ATP fa, poi, una riflessione sullo stress provocato dall’avere una striscia positiva così lunga in corso: “È più faticoso fisicamente o mentalmente sapere che tutti si aspettano che tu vinca sempre? Non ci penso. L’ho detto dopo il match con Arthur Rinderknech: mi stanca un po’ avere sempre un bersaglio sulla schiena. Non ho mai visto Daniil giocare così prima d’ora. Ma devo accettarlo e andare avanti. Ho capito capito cosa devo fare e pensare prima di ogni partita e ogni torneo: devo giocare per me stesso, per la mia squadra e per le persone a me care. Non penso di dover vincere o di essere obbligato a vincere. Si tratta di inseguire i miei obiettivi. Questa è la mia mentalità, quindi non mi stanco mai del fatto che la gente pensi che io debba vincere ogni partita“.