ATP Masters 1000 Montreal 2026, Musetti prima della rivincita con Jodar: “Ecco cosa devo migliorare”
Secondo confronto diretto in due settimane tra Lorenzo Musetti e Rafael Jodar che, dopo essersi affrontati a Washington la scorsa settimana con la vittoria dello spagnolo, si troveranno nuovamente di fronte al Masters 1000 di Montreal nel 3° turno in programma nella notte italiana tra giovedì 6 e venerdì 7 agosto.
ATP Masters 1000 Montreal 2026, 3° turno: analisi e precedenti di Darderi-Shang e Jodar-Musetti
Musetti commenta l’esordio vincente con Mejia a Montreal
Il carrarino è consapevole che servirà una prestazione migliore di quella offerta per Nicolas Mejia per prendersi la rivincita come riportato da Ubitennis in esclusiva: “Sicuramente la partita è andata in crescendo La cosa di cui sono più contento è il servizio: ho servito con una buona percentuale e, quando ne avevo bisogno, mi ha tirato fuori anche dallo scambio .Quello su cui devo migliorare, e che mi è mancato anche un po’ a Washington, è la convinzione sulle palle break: tendo a essere un po’ troppo remissivo, invece devo essere più propositivo. Mi costruisco tante palle break e, anche con Vukic, con Korda e con altri, ho avuto tante occasioni per brekkare una seconda volta, cosa che consolida un po’ il set, soprattutto su questa superficie. Quando hai un break di vantaggio, sì, hai il game di servizio, però è sempre un vantaggio minimo che potrebbe essere reso più grande. Devo lavorare soprattutto su questo. Mejia ha due anni in più di me. Abbiamo giocato qualche volta da juniores, l’ho conosciuto lì, anzi eravamo anche buoni amici. Abbiamo giocato insieme il master di fine anno a Chengdu, quello dei primi otto, quindi era un giocatore di cui conoscevo un po’ le caratteristiche”.
Musetti riflette sulle condizioni di gioco a Montreal
In ultimo, l’ex n. 5 della classifica ATP si sofferma sulle condizioni di gioco presenti in Canada: “Paradossalmente si gioca meglio quando la palla è nuova, perché prende più spin ed è più gestibile. Negli anni precedenti ho sempre fatto molta fatica con questa palla, onestamente: non erano condizioni che mi piacevano. Non posso dire che, se dovessi scegliere, opterei per questa palla o per queste condizioni. Però, come in tutte le cose, a Washington il mio livello era cresciuto molto durante il torneo e sono convinto di poter giocare bene anche in queste condizioni”.