ATP Montecarlo 2026, Alcaraz torna ad allenarsi dopo la vittoria con Vacherot: “Posso perdere con Sinner anche sulla terra”
Arriva tardi in conferenza stampa Carlos Alcaraz dopo la vittoria per 6-4 6-4 contro Valentin Vacherot nella seconda semifinale del Masters 1000 di Montecarlo: in vista della finale da sogno con Jannik Sinner, in programma domenica 12 aprile alle ore 15:00, il 22enne murciano è tornato ad allenarsi su consiglio del suo coach Samuel Lopez.
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Alcaraz spiega il motivo del ritardo in conferenza stampa
Come riportato da Eurosport, il n. 1 della classifica ATP parla di quanto accaduto al termine del match con il monegasco: “Ero appena uscito dal campo e ho visto Samuel lì che mi ha detto: ”Ho prenotato il campo per 15-20 minuti, colpisci qualche palla, così sei pronto per domani. Sì, diciamo che sto giocando in un modo in cui, per esempio oggi, non ho colpito la palla bene come volevo, a essere sincero, e anche qualche servizio. Ho finito la partita senza servire benissimo. E direi che è la cosa migliore che potessi fare: uscire dal campo durante un torneo sentendomi bene, con buone sensazioni sulla palla per il giorno dopo. Per questo ho scelto di allenarmi un pochino dopo la partita“.
Alcaraz presenta la finale con Sinner
Il resto della conferenza stampa è, ovviamente, incentrato sul primo duello stagionale con il suo grande rivale: “Ho guardato le sue partite durante tutto il torneo. So cosa ha migliorato, so cosa sta facendo molto bene. Se non sbaglio, sarà il 17° confronto tra noi, quindi lo conosco abbastanza bene. Sarò pronto e ovviamente parlerò con Samuel e prepareremo la partita in un certo modo, ma non possiamo certo dire qui cosa farò domani. Credo che lui stesso abbia detto che la terra non è la sua superficie preferita. Il suo stile, direi, si adatta meglio ad altre superfici. Però il livello a cui gioca sulla terra è altissimo. Il fatto che giochi meglio sul cemento o sull’erba non significa che giochi male sulla terra. Io direi che mi sento più a mio agio sulla terra per via del mio stile di gioco. Ma vedremo. Posso perdere contro di lui su qualsiasi superficie, in qualsiasi torneo. So che devo essere pronto e che devo giocare il mio miglior tennis se voglio batterlo. Vedremo cosa succederà domani. Se mi sento favorito o no… direi che contro di lui non c’è mai un favorito, può battermi anche sulla terra. Dipende da chi gioca meglio quel giorno. Sono molto curioso di vedere chi sarà il migliore domani. Io cerco solo di fare del mio meglio in ogni partita e in ogni torneo, e direi che Jannik fa lo stesso. Sono felice di vederci giocare così bene in ogni torneo. La costanza che abbiamo è davvero notevole. Ogni volta che giochiamo uno contro l’altro, alziamo il livello al massimo. Direi che, in un certo senso, la gente aspetta sempre che ci incontriamo in ogni torneo. Però non siamo supereroi e non vinceremo tutte le partite. Questo è il primo incontro del 2026, quindi significa che abbiamo perso prima in altri tornei. Vedo anche altri giocatori avvicinarsi al nostro livello, quindi vedremo come andrà. Personalmente, sono felice perché ogni volta che perdo, o quando perde Jannik, impariamo da quella sconfitta e torniamo al torneo successivo ancora più forti. Queste statistiche mi fanno solo stare bene. Penso che sia fantastico per lo sport avere superfici così diverse. Però, per quanto riguarda il cemento, direi che sarebbe meglio avere velocità più simili tra i tornei. Se poi si passa agli indoor, lì si può fare quello che si vuole: possono essere anche molto più veloci del cemento. Ma quando giochi un torneo su cemento con una velocità e poi quello dopo, sempre su cemento, è completamente diverso, questo può essere complicato. Avere invece terra, cemento ed erba con stili di gioco totalmente diversi è fantastico, perché permette a giocatori diversi di emergere e guadagnare punti per il ranking. E un top player deve sapersi adattare più velocemente degli altri. È questo ciò che definisce un campione, no? Un giocatore capace di esprimere grande tennis su ogni superficie e adattare bene il proprio gioco. Quindi, per me, è bellissimo avere superfici così diverse tra terra, cemento, indoor ed erba“.