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ATP Montecarlo 2026, Berrettini rende merito a Fonseca: “Potenziale incredibile”

Matteo Berrettini fa i complimenti a Joao Fonseca dopo il netto ko rimediato agli ottavi del Masters 1000 di Montecarlo
Matteo Berrettini
Matteo Berrettini (Getty Images)

Torneo finito per Matteo Berrettini al Masters 1000 di Montecarlo dove, nella giornata di giovedì 9 aprile 2026, viene eliminato sia dal singolare, per mano di Joao Fonseca, che dal doppio dove, in tandem con Andrea Vavassori, lascia strada a Harri Heliovaara e Henry Patten.

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Le sensazioni di Berrettini

Il 29enne romano, che compirà 30 anni domenica 12 aprile, è comunque soddisfatto della settimana vissuta nel Principato e coglie l’occasione per esaltare le qualità del giovane brasiliano: “Non sono riuscito a far funzionare il servizio, un po’ per merito suo, un po’ per demeriti miei. Quando perdo un po’ di ritmo lì, anche il gioco da fondo perde fiducia, perché non ho la tranquillità di andare a servire con serenità. Bisogna prendere ciò che di buono c’è stato, e di positivo in questo torneo ce n’è tanto. Devo ricordarmi sempre da dove arrivo e quello che sto sentendo: secondo me sto mettendo dei tasselli importanti. Io ho perso contro di lui e lui sta giocando intorno al 30 del mondo, ha già vinto un 500, è andato ai quarti di uno Slam. E ha un potenziale, se penso a quanto sono migliorato io dai 19 anni in poi, incredibile. È ovvio che quando si parla delle nuove generazioni si guarda Carlos, però non credo sia giusto farlo subito così. Proprio l’altro giorno sentivo Riccardo Piatti parlare di questa fretta di trovare il “terzo incomodo”: arriverà, nel senso che secondo me lui ha il potenziale. Poi se vincerà venti Slam o dieci Slam non lo so, però è un giocatore che fondamentalmente non ha lacune: colpisce la palla benissimo, si muove bene, serve bene, lotta. Ha le potenzialità per essere il terzo incomodo“.

Il programma di Berrettini dopo Montecarlo

Il finalista di Wimbledon parla, poi, del futuro che verrà: “Il mio programma è giocare Madrid e Roma, poi non lo so: andiamo settimana per settimana. Lo spirito è quello di sempre: un grandissimo regalo che faccio a me stesso per tutto il percorso che ho fatto, da quando andavo a vedere i giocatori al momento in cui ho potuto giocare lì. Sono un po’ di anni che non riesco a godermelo come vorrei. Vorrei finire il torneo tipo adesso, con l’incazzatura di aver perso, però senza pensieri strani. Questa è un po’ la mentalità che mi fa scendere in campo tutte le settimane. Mi sto allenando con grande dedizione, sto bene, e secondo me sto facendo dei passi importanti. Devo avere ancora un po’ di pazienza per arrivare più in fondo nei tornei”.