ATP Montecarlo 2026, Sinner: “Non so se riuscirò ad alzare il livello con Auger-Aliassime”. Poi parla del n. 1
Non è il miglior Jannik Sinner quello che piega la resistenza di Tomas Machac per 6-1 6-7 (3-7) 6-3 agli ottavi del Masters 1000 di Montecarlo, interrompendo una striscia di 37 set vinti consecutivamente in questa categoria di tornei: il suo prossimo avversario sarà il canadese Félix Auger-Aliassime.
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Sinner contento soltanto della vittoria
Il n. 2 della classifica ATP è consapevole di non aver giocato il suo miglior tennis contro il ceco: “Oggi non è stato facile. Mi sono trovato in una posizione complicata. Però sono contento di aver lottato fino in fondo. Oggi quella era la cosa più importante: provare a mettermi nella condizione di trovare comunque un modo per vincere. Quindi sono soddisfatto. Nella mia testa, ovviamente, so che devo giocare meglio in certe situazioni a partire da domani, ma so anche che ogni giorno è diverso, dipende da come ti senti. Vedremo. Giocare qui significa poter dormire nel mio letto, ed è una cosa importante. Conosco i posti dove mangiare bene e conosco la città molto bene, visto che sono qui da tanti anni. È anche bello vedere come questo posto si trasformi completamente durante il torneo. Molti giocatori che partecipano sanno com’è senza torneo, quando non c’è praticamente nessuno. Vedere tanto supporto per tutti è bello. Quindi sì, questo lo rende molto speciale. Ho fatto tante partite e tanti allenamenti. Abbiamo massimizzato gli allenamenti in base alle giornate disponibili. E alla fine ho vinto comunque la partita, ma domani sarà diverso. So che ogni giornata è differente. So che posso alzare il livello, ma non è detto che sarò in grado di farlo. So però che c’è la possibilità di farlo, quindi ci proviamo”.
Sinner non rincorre il n. 1 della classifica ATP
Inevitabile parlare della corsa al n. 1 del ranking ATP che potrebbe vederlo superare Carlos Alcaraz al termine di questa settimana: “Fa parte un po’ del gioco. Io credo che sia lui che io siamo consapevoli delle nostre situazioni. E basta. Non c’è tanto da dire. Io gioco questo torneo e non gioco la settimana prossima. Lui non ha giocato Madrid l’anno scorso. Alla fine c’è solo questo torneo che mette un po’ in palio le cose. Però non rincorro il numero 1: altrimenti giocherei anche la prossima settimana e farei tutto e di più. Questo torneo lo gioco solo perché “è casa”. E perché l’allenamento migliore è la partita, è buono avere un feedback subito sulla terra. Dopo questo torneo potrò lavorare, ma sia io che lui giochiamo per i titoli e la classifica in sé è secondaria in questo momento“.
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