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ATP Montecarlo 2026, Sinner patriota: “Ecco perché ho cantato l’Inno di Mameli”. Poi rivela quando tornerà in campo

Tanti temi trattati da Jannik Sinner nella conferenza stampa di fine torneo dopo il trionfo a Montecarlo
Jannik Sinner
Jannik Sinner (Getty Images)

Dopo aver battuto Carlos Alcaraz per 7-6 (7-5) 6-3 nella finale del Masters 1000 di Montecarlo, vittoria che gli vale il ritorno del n. 1 della classifica ATP, Jannik Sinner dà vita a una interessante conferenza stampa.

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Le parole di Sinner in conferenza stampa

Oltre a confermare che giocherà a Roma e Parigi, mentre c’è il dubbio legato alla presenza a Madrid, il 24enne di San Candido parla anche del fatto di aver cantato l’Inno di Mameli durante la premiazione: “Sono contento, vuol dire che sto facendo dei progressi. Ma anche per lui alla fine era il primo torneo sulla terra battuta, quindi sicuramente anche lui migliorerà d’ora in avanti. Madrid sarà un po’ diverso perché è altura, prenderò due o tre giorni per pensarci e vedere se giocherò lì perché poi Roma e Parigi saranno tosti. Noi cercheremo di fare tutto al meglio, adesso abbiamo dei buoni feedback. Abbiamo fatto 5 partite di alto livello, 5 partite contro avversari totalmente diversi: partiti da un mancino, finiti con Carlos. Abbiamo raccolto tante informazioni positive. Poi non avevo mai vinto ancora un torneo molto importante su questa superficie, quindi siamo contenti. E adesso cercheremo di prepararci al meglio per i prossimi tornei. Vincere Indian Wells e Miami è molto difficile. Poi ho avuto un giorno libero e poi siamo venuti qui, preparandoci giorno dopo giorno. Ho cercato di giocare giusto tatticamente, l’abbiamo preparato molto bene. Non solo oggi, ma sempre. Partendo da Felix, poi Sascha. Tutti giocatori differenti con qualità differenti. Io ho cercato di mettermi in gioco, sia nel bene che nel male. Anche oggi abbiamo cercato di fare le cose giuste, adattandomi al vento. In generale sono contento. Mentirei però se dicessi che non sono sorpreso, perché sono sorpreso. Però al tempo stesso ho capito delle cose che possono aiutarmi per le prossime partite. L’Inno di Mameli? Sì, l’ho cantato. L’inno normalmente si canta, no? Ho sempre detto che essere italiano è molto bello: non lo puoi scegliere, devi avere la fortuna di essere italiano. Sento tanto il tifo, il supporto. Anche quando gioco qui o in America. Siamo un bel gruppo di italiani che giocano a tennis, con tanti giocatori fortissimi. Ogni settimana c’è qualcuno che fa bene, e questo movimento è bello: per il tennis italiano e per il popolo italiano. Sono fiero e contento di dare qualcosa indietro a questa nazione. Oggi era difficile servire, col vento. E poi di là c’era Carlos, uno che risponde sempre. Nel primo set quando contava però ho servito bene, nel tie-break ho messo solo prime. La partita poi si gioca su uno o due punti, anche il secondo set è finito 6-3 ma è girato su pochi punti. Oggi non ha fatto la differenza il servizio. Mi fa piacere essere tornato n. 1, però non cambio ciò che ho detto: io e Carlos siamo molto vicini e può cambiare da una settimana all’altra. Direi una bugia se dicessi che non sono felice, ma onestamente la cosa più importante è prepararsi bene per i prossimi tornei, avere la mentalità giusta, fare le cose giuste. E poi man mano che andiamo avanti, ci saranno gli Slam: Parigi e Londra restano gli obiettivi, il ranking lo vedremo dopo quei tornei“.

Il programma di Sinner dopo Montecarlo 2026

Masters 1000 Madrid (dal 22 aprile) ?

Masters 1000 Roma (dal 6 maggio)

Roland Garros (dal 24 maggio)