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ATP Montecarlo 2026, Vagnozzi: “Orgoglioso di Sinner per un motivo”. Poi apre al forfait a Madrid

Numerosi spunti d’interesse dalla conferenza stampa di Simone Vagnozzi dopo il trionfo di Jannik Sinner a Montecarlo
Simone Vagnozzi
Simone Vagnozzi (Getty Images)

C’è grande felicità nelle parole di Simone Vagnozzi dopo aver condotto da coach Jannik Sinner al primo titolo importante sulla terra rossa al  Masters 1000 di Montecarlo dove l’azzurro ha liquidato Carlos Alcaraz per 7-6 (7-5) 6-3 in finale, tornando anche al n. 1 della classifica ATP.

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Vagnozzi analizza i miglioramenti di Sinner sulla terra rossa

Come riportato da Eurosport, l’allenatore marchigiano è contento dei progressi compiuti dal suo assistito su una superficie per lui ostica: “Non abbiamo mai pensato di non giocare il torneo. È stata una scelta fatta insieme, anche perché ci tenevamo a giocare a Montecarlo, soprattutto davanti al pubblico italiano. Il lavoro fatto prima, tra Indian Wells e Miami, è stato importante: il ”serbatoio” era pieno e si è visto partita dopo partita, sia nel gioco che nella condizione fisica. Per quanto riguarda il torneo, la cosa che mi rende più orgoglioso è la capacità di leggere le partite. Contro ogni avversario fa qualcosa di diverso, cambia strategie, posizioni, scelte. Sa capire i momenti: quando fare una smorzata, quando servire e scendere a rete. Questo era l’obiettivo che mi ero dato quattro anni fa, ed è ciò che oggi mi rende più orgoglioso. Quando l’avversario risponde molto lontano, si tende a forzare di più il servizio e si può perdere ritmo. Per fortuna Jannik nei momenti importanti serve bene, e lo ha fatto nel tiebreak. Le condizioni oggi erano difficili, con vento variabile. Entrambi hanno fatto fatica al servizio, anche perché sulla seconda ognuno prova a essere aggressivo. Dal punto di vista tattico, non voglio entrare troppo nei dettagli. Il campo era molto pesante e fare la differenza non era facile. Con condizioni così lente, cambiare lungo linea è rischioso, quindi si tende a giocare più sulla diagonale rispetto ad altre partite. La sua qualità più grande è l’etica del lavoro: dà sempre il 100%, in allenamento e in partita. Quello che ha fatto nell’ultimo mese è straordinario. A livello umano, la cosa più bella è che non è cambiato. Nonostante i successi è rimasto la stessa persona. Il calo di energie con Machac? Jannik lavora da anni con professionisti che seguono la sua alimentazione e stanno facendo un ottimo lavoro. In una stagione con così tante partite è normale avere giorni migliori e giorni peggiori. Bisogna guardare il lungo periodo: da quattro anni sta facendo cose incredibili. Giocare tre Masters 1000 di fila a questo livello significa che il lavoro dello staff è ottimo. Non bisogna reagire a un singolo episodio. Se un problema si ripete per molti giorni, allora si interviene. Ma questo non è il caso“.

Vagnozzi dà Sinner in dubbio per Madrid

Il prossimo appuntamento dell’azzurro potrebbe essere direttamente Roma considerato che c’è l’ipotesi di saltare Madrid in partenza il 22 aprile come ammesso dall’ascolano: “Quando un campione arriva a un torneo, pensa sempre di poter arrivare fino in fondo. Sapevamo che bisognava adattarsi e che non era scontato giocare subito bene sulla terra rossa. Ma negli ultimi anni comunque qui aveva già fatto bene: nel 2023 aveva fatto semifinale con Rune dopo aver fatto finale a Miami, perdendo una partita strana, con l’interruzione per pioggia, finita di sera. Nel 2024 aveva fatto la semifinale e aveva vinto Miami, perdendo la partita con Tsitsipas e diciamo così ci fu una svista. Quindi sapevamo che poteva fare bene. La cosa più importante è il livello che sta raggiungendo sulla terra. Il lavoro fatto, anche con una preparazione mirata, ha aiutato molto. È arrivato vicino a vincere Parigi e secondo me può essere competitivo anche su questa superficie. Per quanto riguarda Madrid, non abbiamo ancora deciso. Ci prenderemo qualche giorno e poi valuteremo insieme“.