Tennis

Barazzutti: “Sono preoccupato per Sinner”. Il motivo

L’ex capitano della nazionale italiana di Coppa Davis, Corrado Barazzutti, trova un’anomalia nella gestione dell'infortunio di Jannik Sinner
Jannik Sinner (Getty Images)

Tutta l’Italia tennistica è in ansia per Jannik Sinner, reduce dal forfait all’ATP 500 di Pechino a causa di un problema al ginocchio destro che non accenna a svanire a quasi tre mesi dall’ultima partita disputata a Wimbledon in finale con Alexander Zverev, e non fa eccezione Corrado Barazzutti che rilascia una interessante intervista a Tuttosport in cui parla della situazione del n. 1 del mondo.

Barazzutti sorpreso per la mancanza di una diagnosi sul ginocchio di Sinner

L’ex capitano della nazionale italiana di Coppa Davis è perplesso per la mancanza d’informazioni: “Diciamo che sono preoccupato, sì, anche se non ho tantissime informazioni. Si parla di un’infiammazione tendinea extra-articolare. La questione è che non lo vediamo da quasi tre mesi in campo e quando un giocatore come lui è assente da così tanto tempo è normale che nascano dubbi. Quello che non capisco è perché non si possa dare un referto medico per dire semplicemente: questo è il problema, riprenderà tra tre mesi, tra quattro mesi. Capisco che venga anteposta la questione della privacy, ma visto che parliamo del n.1 del mondo, un comunicato un po’ più chiaro darebbe almeno un’idea a tutti. Altrimenti si alimenta solo la speculazione”. 

Barazzutti imputa l’infortunio di Sinner al calendario

Barazzutti è, poi, molto critico sul calendario attuale che potrebbe essere la causa dei problemi di salute del 25enne di San Candido: “Non parlerei tanto di tante partite, ma del fatto che il calendario a un certo punto è schiacciato. I Masters 1000, che sono nove, per una questione di cassa hanno voluto le due settimane invece di una, e questo ha allungato i tempi e saturato ancora di più il calendario. Pensiamo al blocco Montecarlo-Madrid-Roma-Parigi: a parte Monaco, gli altri durano due settimane. Hanno voluto “scimmiottare” gli Slam e queste sono le conseguenze. Chi arriva in fondo in quei blocchi non ha il tempo di riposarsi, di allenarsi, di recuperare. E questo può causare gli infortuni. Quest’anno Jannik ha giocato tutti i Masters 1000 che poteva giocare in primavera, arrivando sempre in fondo. Quello del Roland Garros sicuramente è stato un incidente a sé, ma ci è arrivato con tante partite sul groppone. Forse poteva permettersi di saltare Madrid o Roma”.