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Bertolucci sulla corsa al n. 1 della classifica ATP tra Alcaraz e Sinner: “Conta solo a fine anno”. Il motivo

Interessante riflessione da parte di Paolo Bertolucci sul testa a testa tra Alcaraz e Sinner per il 1° posto del ranking ATP
Jannik Sinner e Carlos Alcaraz
Jannik Sinner e Carlos Alcaraz (Getty Images)

A ridosso del sorteggio del Masters 1000 di Montecarlo, in programma venerdì 3 aprile alle ore 17:00, Paolo Bertolucci rilascia una bella intervista alla Gazzetta dello Sport in cui parla, ovviamente, della rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.

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Per Bertolucci il n. 1 del ranking mondiale è importante a fine stagione

L’ex capitano della nazionale italiana di Coppa Davis fa una riflessione non banale sulla corsa al n. 1 della classifica ATP: “Il numero uno è una conseguenza. Se vinci i tornei importanti, i punti arrivano. Ai fini dei tabelloni cambia poco: uno sta sopra e uno sotto. Cambia solo la scritta sulla schiena, il target. La vera differenza è a fine anno, per i bonus degli sponsor. Bisogna capire che nessuno può essere al massimo tutto l’anno. La grandezza dei campioni è che nei momenti meno brillanti non perdono quasi mai, se non contro un altro grande. C’è questa frenesia sulla classifica che sinceramente non capisco”.

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Il momento di Sinner e Alcaraz prima di Montecarlo

Il nativo di Forte dei Marmi descrive, poi, come i due tennisti più forti del mondo si presentano al primo Masters 1000 della stagione sulla terra rossa: “Sinner è pieno di fiducia, magari un po’ stanco, ma affronta la terra dopo due grandi titoli. È chiaro che se dovessero decidere dove giocarsi la partita della vita, Alcaraz sceglierebbe la terra, mentre Sinner probabilmente un indoor. Però oggi devi essere competitivo ovunque: non esistono più gli specialisti. In quest’ottica va vista anche la scelta di giocare Montecarlo, che non era scontata. Il servizio di Jannik? Se ricordiamo cos’era il servizio due anni fa, quando tutti si stracciavano le vesti dicendo che non sarebbe andato da nessuna parte. Già all’epoca dicevamo di stare calmi perché il movimento era giusto, il timing buono, l’uscita corretta, era solo questione di tempo e lavoro. Pochi ci credevano. E adesso questo servizio pazzesco. Carlos Alcaraz ha avuto tempo di staccare, riposare, prepararsi meglio, quindi arriverà più avanti nella condizione, anche se l’obiettivo vero è Parigi. Essere già al top della preparazione a Montecarlo vorrebbe dire aver sbagliato qualcosa. Sinner invece avrà meno giorni per ritrovare il timing, la scivolata, le rotazioni: tutte cose che sulla terra cambiano. Partire da li però è importante, perché il vero obiettivo è Parigi“.