Tennis

Caos a Doha e Dubai: l’elenco dei tennisti bloccati. Svelati i piani d’evacuazione proposti dall’ATP

Continua l’emergenza a Doha e Dubai con numerosi giocatori impossibilitati a lasciare le città
Andrey Rublev
Andrey Rublev (Getty Images)

L’incertezza regna sovrana a Doha e Dubai dove numerosi tennisti non riescono ancora a lasciare le città dopo le tensioni delle ultime ore tra Stati Uniti-Israele e Iran.

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Gli spazi aerei chiusi e i voli cancellati in Medio Oriente a seguito degli attacchi hanno, infatti costretto, alcuni giocatori a rimanere bloccati negli Emirati Arabi: tra i tennisti coinvolti ci sono anche Daniil Medvedev e Andrey Rublev con l’ATP che, come riportato dal giornalista spagnolo Juan Solsona, avrebbe offerto due possibili piani di evacuazione: “Sei ore di macchina fino all’Oman che ha, però, chiuso il suo aeroporto, o 10 ore fino a Riad con il rischio di ciò che può accadere durante viaggi così lunghi, oltre alle lunghe code ad entrambi i confini. L’aeroporto di Riad sta attualmente funzionando con relativa normalità“.

Oltre ai due giocatori russi sono bloccati a Dubai anche Tallon Griekspoor, Marcelo Arévalo, Mate Pavic, Harri Heliovaara e Henry Patten con i quali l’ATP ha tenuto una riunione d’emergenza: “L’albergo dove alloggiano è diventato un bunker. Sono stati allestiti dei letti al piano sotterraneo nel caso in cui l’attacco dell’Iran dovesse intensificarsi. Sono tutti rinchiusi nei rispettivi alberghi. Nelle ultime 24 ore sono stati neutralizzati 137 missili e 209 droni provenienti dall’Iran nel cielo degli Emirati Arabi Uniti. Tutti i tennisti, l’organizzazione e i giornalisti accreditati, seguendo le raccomandazioni delle rispettive ambasciate, rimangono chiusi nel Creekside Hotel, che si trova vicino all’aeroporto e lontano dalle zone più turistiche di Dubai. Medvedev è l’unico che alloggia al Four Seasons“.

Come testimoniato sui social e come poi confermato dalla madre Aneke, tra i tennisti coinvolti c’è anche Holger Rune che risiede a Doha come sottolineato dalla mamma: “È stata una notte selvaggia. Non riuscivamo a dormire, vedevamo palle di fuoco nel cielo e abbiamo passato ore a rifugiarci nella hall dell’hotel. Holger era davvero spaventato“.