Tennis

Cobolli prima del derby con Musetti a Lione 2026: “Per me le ATP Finals valgono un Grande Slam”

Flavio Cobolli a cuore aperto prima della semifinale dell’ATP 250 di Lione con Lorenzo Musetti
Flavio Cobolli
Flavio Cobolli (Getty Images)

Attualmente posizionato al 5° posto nella Race per le ATP Finals di Torino, Flavio Cobolli è sempre più vicino a qualificarsi per la prima volta all’evento piemontese e, in una intervista rilasciata all’ATP, sottolinea come rappresenti un sogno per lui tagliare questo traguardo.

Cobolli e il sogno ATP Finals

Ecco le sensazioni del romano prima della semifinale con Lorenzo Musetti all’ATP 250 di Lione: “Per me è un sogno, quasi come un Grande Slam. Prima non avevo davvero pensato alle ATP Finals, ma oggi sono ben piazzato nella corsa e faccio parte dei giocatori che possono qualificarsi. Restano ancora alcuni tornei da disputare e devo giocare più partite possibili per riuscirci. Non voglio concentrarmi troppo sulla qualificazione, ma piuttosto dirmi quanto sarebbe fantastico e divertente parteciparvi. Sarebbe qualcosa di davvero speciale. Sono stato a Torino ogni anno, ho pranzato con i giocatori e ho partecipato a eventi con gli sponsor. Ho potuto provare tutte queste emozioni dall’esterno, ma adesso voglio viverle sul campo”.

Il bilancio di Cobolli per il 2026

Il nostro connazionale traccia, poi, un bilancio della stagione che sta per concludersi: “Penso di poter fare un bilancio molto positivo della mia stagione. Finora ho realizzato un anno eccellente e ho ancora diversi obiettivi da raggiungere, in particolare quello di qualificarmi per le ATP Finals di Torino. L’inizio della mia stagione è stato complicato, come l’anno scorso, ma il periodo tra la terra battuta e l’erba è stato straordinario per me. Il Roland Garros è stato un momento speciale. Non avrei mai immaginato di raggiungere una finale di Grande Slam. Una volta arrivato a quel punto, fai tutto per provare a vincere il titolo. Ci ho provato, ma di fronte avevo un giocatore straordinario, che quel giorno meritava di più la vittoria. Sul momento ero felice di aver vissuto quell’esperienza. Oggi, quando ci ripenso, mi fa male, ma so che non lo dimenticherò mai. Ho avuto la fortuna di poter disputare una finale simile. Il lavoro fuori dal campo è importante. Quest’anno ho cambiato molte cose con la mia squadra. Ho passato più tempo ad allenarmi e ho anche cercato di divertirmi di più in campo. Ho anche imparato ad ascoltare meglio i consigli della mia squadra, e penso che abbia dato i suoi frutti. Sono fortunato ad avere persone così intorno a me. Mi vogliono davvero bene e vogliono stare al mio fianco. Quando sono con loro, sento tutto il loro affetto, e questo mi aiuta molto nel mio gioco. Ho sempre sentito il sostegno dei tifosi. In Italia stiamo vivendo un periodo straordinario per il tennis, con Jannik Sinner e tanti altri giocatori. Siamo davvero fortunati. Abbiamo anche la fortuna di poter contare su una grande vetrina come quella di Torino. Siamo felici di poter giocare davanti ai nostri tifosi e alle nostre famiglie. L’anno scorso, a Bologna, ho provato un’emozione che non avevo mai sentito in tutta la mia vita. Vincere la Coppa Davis è stato qualcosa di davvero speciale”.