Darderi guida turistica: “Ecco dove porterei Sinner a Villa Gesell”
Approdato ai quarti dell’ATP 250 di Buenos Aires, con la prospettiva di entrare per la prima volta nella top 20 della classifica mondiale in caso di vittoria finale, Luciano Darderi rilascia una interessante intervista a Olé dove parla anche di Villa Gesell, città argentina dove è nato.
Darderi a cuore aperto
Davvero interessante ascoltare l’emozione dietro le parole del n. 22 in graduatoria: “Ho molti amici e parenti qui a Buenos Aires, essendo originario di Villa Gesell. Tornare come testa di serie è molto emozionante. Qui non mi è mai andata molto bene, ma spero che quest’anno sia quello giusto. La terza volta è quella buona. Porterei Sinner al Topo Churros, alle grigliate, alle dune, a cavallo, in spiaggia… Ci sono mille cose da fare. Ho molti amici che conosco fin da quando ero bambino e che vengono a tifare per me, ma ci sono anche alcuni che criticano il fatto che io giochi per l’Italia. Le critiche ci saranno sempre; io cerco di concentrarmi sul mio lavoro. Gioco per l’Italia da quando avevo 12 anni, quindi per me è una cosa normale. Ho vissuto lì per molto tempo e negli ultimi dieci anni ne ho trascorso davvero poco in Argentina. È un po’ strano, ma è così che è andata la mia carriera e così continuerà ad andare. Non ho mai dato loro molta importanza. Sono tranquillo al riguardo. Ognuno può pensare quello che vuole. Sono contento di come sto giocando e di come sta andando la mia vita personale. Sto migliorando settimana dopo settimana e questo è ciò che conta. Vado parecchio d’accordo con molti argentini, soprattutto Etcheverry e Francisco Cerundolo. È bello avere un gruppo di amici nei tornei perché non è facile viaggiare tutto l’anno. Ci vediamo sempre e questo aiuta. Manca ancora un’eternità alla finale. Sarebbe un sogno giocarla qui. Ogni partita è una battaglia. I tornei sudamericani sono molto duri e non sai mai chi può vincere. L’importante è affrontare una partita alla volta. Essere testa di serie ti dà tranquillità e un po’ più di riposo fisico. Le altre volte che sono stato testa di serie, come Bastad e Umago, ne ho approfittato. Spero di farlo di nuovo”.
Il sogno di Darderi a Buenos Aires
Il tennista italiano esprime, poi, un desiderio: “Sarebbe davvero incredibile vincere il torneo il giorno dopo del mio compleanno. Il mio stile è quello di fare promesse sul momento. A Umago, per esempio, ho detto al ragazzo della transportation che se avessi vinto il torneo gli avrei regalato la mia racchetta. Quando ho vinto sono andato a dargliela. A volte faccio cose un po’ folli”.