Tennis

Djokovic incorona Sinner: “Mi rivedo in lui”. Poi il paragone con Messi

Interessante intervista rilasciata da Novak Djokovic in cui parla soprattutto di Jannik Sinner
Jannik Sinner e Novak Djokovic
Jannik Sinner e Novak Djokovic (Getty Images)

Eliminato all’esordio dal Masters 1000 di Cincinnati per mano di Thiago Tirante, Novak Djokovic rilascia una bella intervista al Corriere della Sera in cui sottolinea le analogie tra sé e Jannik Sinner.

Djokovic crede che Sinner possa essere il suo erede

Ecco le bellissime parole spese dal 39enne serbo sull’azzurro: “Entrambi veniamo dalle montagne, lui dell’Alto Adige e io della Serbia. Avevamo scelto lo sci come sport, abbiamo lasciato casa a 13 anni, siamo stati costretti a diventare uomini in fretta, lontano dalla famiglia e dagli affetti. Sì, mi rivedo in Sinner. È ossessionato dalla vittoria come me? Non parlerei di ossessione ma di dedizione, costante e totale, al tennis. Osservo la sua e mi ci ritrovo completamente: la voglia di migliorarsi, crescere, evolversi sotto ogni punto di vista. Sinner, come me, non si accontenta mai. Ha la mentalità del campione, l’ha sempre avuta. È una forza dominante, eppure si sveglia ogni mattina con il desiderio di essere migliore del giorno precedente. E, mi creda, non c’è vittoria che possa appagare quella fame, nemmeno 24 titoli Slam. Se mi sono pentito di essere stato troppo generoso nei consigli a Piatti e Cahill per migliorare il giovane Jannik? In quel momento non potevo non essere fedele a me stesso, non importa quale posta ci fosse in palio. Questo sono io”.

La differenza tra Djokovic e Messi

L’ex n. 1 del mondo riflette, poi, sulla differenza tra il tennis e il calcio, tirando in ballo Leo Messi: “Il tennis è uno sport individuale: non esistono sostituzioni, non puoi fermarti cinque minuti a bordo campo mentre il gioco procede, non ci sono compagni che possono aiutarti. Sei solo con te stesso. Se hai un giorno no, sei fuori. Il tennis è spietato, brutale. Ogni tanto mi dicono: Nole, sei come Leo Messi… Magari! A 39 anni mi piacerebbe giocare soltanto 90 minuti”.