Il consiglio di Wawrinka alla Next Gen: “Ecco cosa fare per battere Sinner e Alcaraz”
A quasi 41 anni, Stan Wawrinka compete ancora nel circuito ATP e, dopo essere rientrato nella top 100 della classifica, si è arreso a Daniil Medvedev al 2° turno dell’ATP 500 di Dubai.
Wawrinka senza rimpianti
In conferenza stampa, il tre volte campione Slam rivela di non avere particolari rimpianti: “Penso che il tennis sia uno sport meraviglioso. Ne sono sempre stato appassionato. Sono stato fortunato ad avere l’opportunità di giocare a questo livello per più di 20 anni. Per me è stata un’occasione straordinaria. Penso che ci siano sempre alcuni piccoli rimpianti. Quando sono arrivato nel circuito, il mio sogno era diventare un tennista professionista, disputare i tornei del Grande Slam, entrare tra i primi 100 del mondo, giocare per qualche anno e poi smettere. Questo era il mio sogno. Mi sono fatto una promessa: quella di non avere rimpianti alla fine di questo lungo viaggio. Puoi avere rimpianti se, in una parte della tua carriera, non ti sei allenato bene, non ti sei spinto al massimo, non hai lottato fino in fondo. Per me la cosa più importante è sempre stata fare il meglio possibile. Credo davvero di aver spremuto il limone fino all’ultima goccia. Per questo, in generale, ovviamente non ho rimpianti. Penso di aver massimizzato tutto quello che potevo. Ho sempre cercato di essere la migliore versione di me stesso. Sono super felice di ciò che ho raggiunto, felice di aver vinto tre Slam. Penso che non avrei potuto fare di più”.
Il consiglio di Wawrinka per raggiungere il livello di Sinner e Alcaraz
In ultimo, l’elvetico lascia un suggerimento alle nuove leve che proveranno a insidiare Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: “Penso che in questo momento Jannik e Carlos giochino a un livello diverso. Ma in futuro ci saranno opportunità. Ci sono sempre opportunità per i tennisti. La cosa più importante è guardare a sé stessi: cosa si può migliorare, come si può migliorare, cosa si può fare al meglio per far crescere il proprio gioco dal punto di vista fisico e tecnico, senza concentrarsi su ‘devo battere questo’ o ‘devo battere quello’. Alla fine non giochi contro i migliori in ogni partita. La cosa più importante è come giochi durante tutto l’anno, come affronti le partite quando non li incontri, perché per la maggior parte dei giocatori è ovviamente una sfida difficile quando ci sono due tennisti così. Entrambi sono avanti rispetto agli altri dal punto di vista tecnico e fisico e vincono tutti i tornei più importanti”.