Il punto di Furlan sugli italiani: i giudizi del coach veneto su Sinner, Cobolli, Musetti, Darderi, Berrettini e Paolini
Intervista esclusiva rilasciata da Renzo Furlan a Ubitennis in cui si sofferma sulla situazione dei tennisti italiani di punta al termine dell’ultimo Slam della stagione agli US Open 2026.
Furlan parla della corsa al n. 1 tra Sinner e Zverev
L’esperto coach veneto si sofferma, innanzi tutto sulla corsa al n. 1 della classifica ATP tra Jannik Sinner e Alexander Zverev: “Nella Race Zverev è già avanti di 700 punti: considerando i risultati di questa stagione, in questo momento è davanti lui. Sarà battaglia fino alla fine, anche perché adesso si gioca sul cemento e poi indoor, condizioni nelle quali Zverev si esprime benissimo e nelle quali anche Jannik, probabilmente, gioca il suo miglior tennis. Sarà molto interessante. Se sta bene fisicamente e i problemi al ginocchio sono scomparsi, mi aspetto un Sinner super competitivo fin da subito. E quindi credo che si giocherà alla grande la prima posizione mondiale”.
L’opinione di Furlan su Cobolli, Musetti, Darderi, Berrettini e Paolini
Molto interessanti le riflessioni di Furlan su Flavio Cobolli, Lorenzo Musetti, Luciano Darderi, Matteo Berrettini e sulla sua ex pupilla Jasmine Paolini: “Cobolli sta facendo un’annata straordinaria. A New York ha perso contro un grandissimo Blockx, che in quella partita credo abbia espresso il suo miglior tennis della stagione: tantissimi vincenti e una condizione atletica clamorosa. Flavio ha fatto innanzitutto i complimenti all’avversario. A lui non possiamo rimproverare niente: è quinto nella Race, in piena corsa per le Finals. Musetti si è trovato a gestire una situazione fisica difficile: lo sbalzo termico, il senso di vomito, la mancanza di respiro. Ha perso contro un giocatore che, secondo me, avrebbe battuto tranquillamente se fosse stato bene. Sono cose che succedono: speri che non capitino negli Slam, purtroppo a lui è successo. Resta comunque una gran trasferta americana. Darderi ha fatto un ottimo US Open: ha superato tre turni e si è confermato un ottimo giocatore anche sulle superfici rapide, come aveva già dimostrato a Melbourne. Si sta consolidando e sta diventando molto pericoloso. L’ambizione di entrare tra i primi dieci è legittima, perché adesso ha un tennis che gli permette di giocare su tutte le superfici, mentre inizialmente era soprattutto un terraiolo. Matteo ha perso una partita durissima contro Navone, che ha giocato un tennis incredibile per quantità e consistenza. Berrettini ha sicuramente disputato un match al di sotto delle proprie possibilità ed è stato un peccato. Ma anche lui non si può assolutamente criticare: è tornato tra i primi quaranta, sta ritrovando condizione e tennis, non ha infortuni. Ha bisogno dei suoi tempi. Adesso arriva la stagione indoor, nella quale può giocare bene. Paolini? Secondo me ha fatto un ottimo torneo, considerando che arrivava praticamente da due mesi di stop. Non giocava da Wimbledon e si portava dietro un problema al piede che speriamo abbia risolto. Credo sia rimasta almeno quattro o cinque settimane senza giocare a tennis. Si è presentata agli US Open in condizioni fisiche magari neanche cattive e ha ritrovato il tennis strada facendo. Ha superato un match durissimo al primo turno, poi ha giocato un’ottima partita contro Stefanini: non era affatto scontata e l’ha vinta con grande autorità. Al terzo turno ha perso contro una giocatrice che sta esprimendo un ottimo tennis. Sinceramente, a Jasmine non si può rimproverare niente. Considerando come arrivava a New York, ha fatto il miglior torneo che potesse fare in questo momento”.