Tennis

Il ritiro di Kukushkin: “Chiudo in vantaggio con Sinner negli scontri diretti!”. Poi spiega le differenze con Alcaraz

Classe 1987, Mikhail Kukushkin appende la racchetta al chiodo dopo la sconfitta con Stefanos Tsitsipas al 2° turno dell’ATP 250 di Almaty
Jannik Sinner
Jannik Sinner (Getty Images)

Termina a 38 anni la carriera di Mikhail Kukushkin che dà l’addio definitivo al tennis dopo la sconfitta incassata con Stefanos Tsitsipas al 2° turno dell’ATP 250 di Almaty, ma in conferenza stampa ricorda soprattutto l’unico confronto diretto vinto con un giovanissimo Jannik Sinner nel 2019 a San Pietroburgo per 6-3 7-6 quando l’azzurro era appena 18enne.

Kukushkin ricorda la vittoria con Sinner a San Pietroburgo 2019

L’ex n. 39 della classifica ATP ha ancora un ricordo nitido di quel match: “Ricordo quella partita. Sinner era giovanissimo, ma giocava già benissimo. Si vedeva che aveva qualcosa di speciale. Mi aveva colpito soprattutto il suo atteggiamento: era molto aggressivo, concentrato, sicuro di sé. Credo che proprio questa fiducia nel suo tennis sia stata fondamentale per la sua crescita. Fin da giovanissimo credeva moltissimo nel proprio gioco e ha continuato a fidarsi delle sue caratteristiche. Non era facile prevedere che sarebbe diventato il numero uno del mondo e avrebbe vinto così tanti Slam, ma già allora aveva qualità diverse dagli altri. Colpiva con un’aggressività impressionante, realizzava tantissimi vincenti. Sono contento di essere ancora in vantaggio 1-0 negli scontri diretti! È una bella statistica per me. Naturalmente so che allora era molto giovane, ed è anche per questo che sono riuscito a batterlo”. 

Le differenze tra Sinner e Alcaraz secondo Kukushkin

Il kazako mette, poi, a confronto il 25enne di San Candido con Carlos Alcaraz: “Sono semplicemente a un altro livello. Riescono a fare cose che la maggior parte degli altri giocatori non può fare, credetemi. Sono incredibili fisicamente e atleticamente. Oggi tutti giocano in maniera aggressiva, colpiscono forte, sono preparatissimi. Ma loro hanno qualcosa in più. Le differenze? Jannik riesce a colpire fortissimo dalla linea di fondo, sembra che possa fare qualsiasi cosa con la palla. E ha migliorato moltissimo anche il servizio, un elemento fondamentale nel tennis moderno. Carlos, invece, può fare davvero qualsiasi cosa con la racchetta. Ha una smorzata incredibile, trova angoli straordinari. Il modo in cui usa le gambe Alcaraz è impressionante. Se lo osservate attentamente, anche quando si sposta lateralmente non le distende quasi mai completamente. Rimane sempre molto basso, con le ginocchia piegate. È una cosa difficilissima dal punto di vista fisico, ma gli permette di essere aggressivo e allo stesso tempo costante. Ha una stabilità incredibile. Quando riesci a colpire così forte mantenendo quella regolarità, diventa difficilissimo affrontarlo”.