Tennis

Infortunio Sinner, Canè: “Il Roland Garros un campanello d’allarme”. Poi la previsione sul ritorno in campo

Interessante intervista rilasciata da Paolo Canè dopo la chiusura anticipata della stagione da parte di Jannik Sinner
Jannik Sinner (Getty Images)

Jannik Sinner ha annunciato in un video postato sui social la chiusura anticipata della stagione e non tornerà in campo prima del 2027: intervistato dal Corriere della Sera, Paolo Canè crede che il malore accusato quest’anno al Roland Garros abbia rappresentato un campanello d’allarme per l’attuale n. 1 della classifica ATP, facendogli comprendere di dover tutelare la propria carriera.

Il punto di vista di Canè sull’infortunio di Sinner

Ecco le parole dell’ex tennista italiano, ora commentatore in TV: “Ho letto e sentito di tutto, viene voglia di tirarmi fuori. La questione è molto semplice: non sta bene e si è fermato perché tiene tantissimo alla sua carriera. Si vuole tutelare a ha tutto il diritto di farlo. Ha dimostrato di avere la testa sulle spalle. E con il video in cui annuncia la fine della stagione ha messo un po’ tutti a tacere. Per i ritmi che deve tenere quando è in campo, non è detto che il riposo basti. Ma sono fiducioso: i giovani hanno oggi più testa, lui su tutti. Io affrettavo i tempi e ho subito 4 interventi solamente alla schiena, ora ci sono altri metodi e una riabilitazione che prima non esistenza. Si guadagnava meno e si era meno tutelati ai miei tempi, c’era più fretta di rientrare“.

La previsione di Canè sul ritorno in campo di Sinner

Il bolognese è convinto che Sinner tornerà in campo soltanto quando sarà al 100%: “Tornerà quando sarà al 100%. Evidentemente la situazione è seria e la speranza è che si risolva con il riposo. Io ho subìto 8 o 9 interventi chirurgici, ma è l’ultima cosa che vuoi fare: cerchi sempre di rimandare. Per uno maniacale come lui, Parigi è stato un insegnamento: un campanello d’allarme. Vinci sempre, continui ad andare avanti, poi a un certo punto la mente si fonde: la routine del tennista ti brucia. Non si può tenere a quei ritmi per tanto tempo, a un certo punto cedi. E nonostante questo, è tornato e ha vinto Wimbledon. Il tennis di oggi è devastante dal punto di vista fisico“.