ATP Roma 2026, Berrettini: “Voglio provare a godermi questo torneo”
Torna al Foro Italico Matteo Berrettini dodici mesi dopo il ritorno nel terzo turno contro Casper Ruud. Giocare a Roma, in quello che è sempre stato il torneo sognato dall’azzurro, è uno dei temi affrontati quest’oggi in conferenza stampa: “Dopo Madrid ho avuto un’ottima reazione, a Cagliari mi sono sentito meglio e ho tirato fuori l’energia che volevo tirare fuori. Questo è un torneo complicato per tanti motivi, c’è un affetto speciale e una voglia di far bene che va gestita. Adesso però mi sento competitivo. Sono molto felice di essere qui, voglio provare a godermi questo torneo. Non sarà mai un peso questo torneo, se dovesse diventare un peso a quel punto forse dovrei dire basta. Sono cresciuto con l’idea di giocare questo torneo, sono super felice di essere qui. Credo sia il momento giusto perché dopo Madrid dove ho vissuto una partita complicata sono riuscito a trovare la motivazione per rimettermi in campo e lavorare. Ci tengo a giocare in Italia, se ci fosse stato un altro Masters 1000 avrei avuto meno energia nel tornare. Vedremo come andrà, è importante il lavoro che sto mettendo dentro e che sono convinto pagherà”.
ATP Roma 2026, Berrettini: “Vorrei recuperare l’istinto e la sfrontatezza”
Berrettini ha poi parlato delle caratteristiche che vorrebbe ritrovare dopo anni difficili e del suo rapporto con il fratello Jacopo: “Oggi stavo pensando a cosa vorrei riavere rispetto al passato, forse quella sfrontatezza di essere pischello e non incastrarsi in mille pensieri. Non sono un filosofo, ma mi hanno sempre detto di essere più istintivo. Vorrei recuperare quell’istinto della gioventù, nel tennis mi sento leggermente anziano e vorrei essere meno analitico. La persona più importante per me è senza ombra di dubbio mio fratello, abbiamo un rapporto che va oltre qualsiasi amicizia o amore ho avuto in questi anni. Siamo cresciuti fianco a fianco, purtroppo non giochiamo negli stessi circuiti ma quando possiamo stiamo insieme e ci capiamo con uno sguardo. Riesce sempre a trovare la parola giusta per stimolarmi, l’anno scorso dopo il ritiro a Roma è stato lui a trascinarmi fuori dalla camera. Lui è il mio riferimento nei momenti belli e nei momenti brutti”.
ATP Roma 2026, Berrettini: “Sinner ha una dedizione straordinaria, è incredibile”
Tra le novità più importanti per Matteo Berrettini il cambio di atteggiamento, un approccio meno incentrato sul risultato e più focalizzato sul divertirsi in campo: “Grazie a questo atteggiamento potrò continuare a giocare. Il vecchio modo di approcciare al tennis mi stava portando su una strada negativa, ho avuto bisogno di cambiare l’approccio. Questo non significa di non voler arrivare a obiettivi importanti, ma i risultati che ho raggiunto non li ho mai messi come obiettivo. Ricordo l’anno della finale di Wimbledon ero al quarto turno e Ljubicic mi parlava del discorso da fare dopo la vittoria del torneo, io pensavo che fosse matto. Forse dopo quel torneo la mia testa è andata troppo avanti, dovevo conquistarmi le cose giorno dopo giorno. Credo che questo atteggiamento sarà la chiave per allungare la mia carriera”.
In chiusura Berrettini ha parlato di Jannik Sinner e di cosa ha provato la prima volta che lo ha visto giocare: “La prima sensazione con Jannik è stata importante, ricordo un allenamento a Montecarlo forse era il 2019. Ricordo che stavo con Vincenzo e gli dissi che sarebbe diventato forte, poi è sempre difficile dire quanto forte. I trofei che vinci dipende tanto dal tennis, ma soprattutto da quello che hai dentro la testa. Dimostra di essere un campione giorno dopo giorno, come abbassa la testa e lavora dopo le difficoltà. Mi è capitato di sentire crisi Sinner dopo Doha, è incredibile. Vincere cinque Masters 1000 consecutivi è incredibile, la sua dedizione è straordinaria”.