Tennis

Judy Murray: “La Scozia non ha sfruttato i trionfi di Andy e Jamie”. Poi i complimenti alla Federazione italiana

Interessante intervista rilasciata dalla mamma di Andy e Jamie Murray in cui parla anche del periodo d’oro dell’Italtennis
Il tennista Andy Murray
Andy Murray (Getty Images)

Mamma di due tennisti capaci di aggiudicarsi complessivamente cinque titoli Slam (tre Andy in singolare e due Jamie in doppio), Judy Murray rilascia una interessante intervista alla Gazzetta dello Sport in cui parla della differenza tra la sua Scozia e l’Italia nel tennis.

Judy Murray critica il proprio Paese

Ecco le parole di Judy sulla situazione del proprio Paese: “Per avere una possibilità di portare qualcuno fino al vertice, devi partire da una base molto ampia. E i grandi numeri si trovano nei club. Quando cominci a spostare i ragazzi nei centri, i numeri diminuiscono e i bambini finiscono per allenarsi sempre con gli stessi coetanei. Abbiamo perso il treno. Sono stata la responsabile nazionale per dieci anni e, durante quel periodo, ho faticato moltissimo a trovare qualcuno che credesse in me e in ciò che cercavo di realizzare. Ero sempre io a dover andare da Sport Scotland per presentare il budget dei quattro anni successivi e aggiornare tutti sul lavoro che stavamo svolgendo. Se la dirigenza di Tennis Scotland fosse riuscita a elaborare una strategia e a presentarla alla Lta durante quegli anni di enorme entusiasmo, sarebbe potuto cambiare tutto. Non abbiamo sfruttato i trionfi dei miei figli. Oggi, se una famiglia non è ricca, per un ragazzo scozzese arrivare in alto è quasi impossibile” . 

L’esempio dell’Italtennis da seguire secondo Judy Murray

La mamma di Sir Andy spende, poi, bellissime parole per la Federazione italiana: “Ricordo quando l’Italia investì moltissimo nell’organizzazione di tornei Futures, i 10 mila e i 15 mila dollari dell’epoca. Un anno credo ne aveste circa 41. Ricordo di aver pensato: ‘Quarantuno?’. I ragazzi non avevano bisogno di lasciare il Paese. Potevano costruire lì il proprio percorso. E avevate un grande numero di giocatori perché avevate investito nei club. Credo che la strategia italiana abbia prodotto risultati meravigliosi. Club e allenatori sono la base di ogni sport. La Federazione italiana ha cambiato direzione, ha investito sulle persone e i risultati si vedono: da Jannik Sinner a Lorenzo Musetti, Flavio Cobolli e Jasmine Paolini, le vostre vetrine sono piene di campioni. I grandi giocatori sono modelli e costituiscono la vetrina del movimento. E la vostra vetrina è piena. Avete tantissimi campioni ed è fantastico Una cosa a cui stiamo pensando noi tre, io, Jamie e Andy, è realizzare una specie di fattoria con all’interno un campo da tennis”.

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