Tennis

Kokkinakis non si sente fuori dal tunnel: “Non è ancora il momento di festeggiare”. Il motivo

Dopo un anno di attesa Thanasi Kokkinakis è tornato a vincere un incontro di singolare ad Adelaide contro Sebastian Korda
Thanasi Kokkinakis
Thanasi Kokkinakis (Getty Images)

Senza partite all’attivo in singolare dal k.o. in cinque set all’Australian Open 2025 con Jack Draper, Thanasi Kokkinakis è tornato a disputarne una questa settimana ad Adelaide, vincendo in rimonta ai danni di Sebastian Korda con il punteggio di 3-6 6-3 7-6 (7-3).

Le parole di Kokkinakis dopo la vittoria con Korda ad Adelaide

Il 29enne aussie si è sottoposto a un intervento sperimentale nella scorsa stagione e, ora, ha nel braccio un tendine d’Achille appartenuto a una persona deceduta, utilizzato per riattaccare il muscolo pettorale alla spalla, per cui non si sente ancora sicuro di essersi gettato alle spalle i problemi fisici che ne hanno condizionato la carriera: “Il mio tennis è migliorato sempre di più, mi sentivo sempre più sicuro dal fondo, ma dopo il primo set ho sentito che tutto andava troppo veloce per me, il risultato di non aver giocato per molto tempo. Il comfort che ho provato dal fondo è stato la chiave della vittoria. Il braccio destro mi ha tormentato con infortuni per tutta la mia carriera. Ci sono molti “what if”, soprattutto nella mia mente, ma questa volta non mi hanno fatto soffrire. So che i piccoli fastidi sono normali, ma sento che quello che ho provato va oltre il logico. A livello mentale è molto complicato. Ho passato tutto l’anno scorso a riabilitarmi, cercando di mettere tutto a posto. Sono stato operato. Il dolore di oggi è stato diverso da quello dell’anno scorso. Vedrò come mi sveglierò prima della partita con Vacherot. È una rottura. In un certo senso rovina la vittoria, ovviamente. So che il mio tennis è a un buon livello. Mi alleno benissimo da tempo: ho solo bisogno che il braccio e la spalla mi rispettino, e faccio tutto il possibile perché sia così. Non credo che sia ancora il momento di cantare vittoria, è la mia prima partita in dodici mesi e sto cercando di raggiungere una buona forma fisica, ma è dura, questi fastidi smorzano la vittoria. Ho bisogno che il mio braccio stia al passo con il mio tennis. In condizioni normali starei festeggiando, urlando di gioia dopo una partita del genere, ma mi sono sentito come se avessi il pilota automatico acceso. Ora tutta la mia attenzione sarà concentrata su come mi sento fisicamente”.