La previsione di Panatta sul ritorno in campo di Sinner dopo il forfait a Pechino: poi svela il motivo degli infortuni in aumento
Bellissimo articolo pubblicato da Adriano Panatta sul Corriere della Sera in cui riflette sul quarto forfait consecutivo di Jannik Sinner dopo l’infortunio al ginocchio rimediato a fine luglio: il n. 1 della classifica ATP salterà, infatti, anche il torneo di Pechino in programma dal 30 settembre al 6 ottobre.
Panatta si lancia in una previsione sul ritorno in campo di Sinner
Ecco le parole del campione di Roma e Parigi nel 1976 sul 25enne di San Candido: “Pechino, dopo Montreal, Cincinnati e US Open. Quattro tornei al centro della stagione che il Numero Uno del tennis l’hanno visto solo in video, sui social, per le dovute scuse. «Non vedo l’ora di tornare», sì, il prossimo anno però. Dal 12 luglio, data dell’ultima vittoria di Sinner a Wimbledon, è assai probabile che la sosta si prolungherà fino al 1000 di Shanghai, il 7 ottobre, o forse al 500 di Vienna, il 24. Tre mesi persi, forse tre mesi e mezzo. Molti si chiedono che cosa abbia Sinner. Ma sarebbe più giusto chiedersi che cosa abbia il tennis. Sinner ha un infortunio al ginocchio destro, giunto in allenamento, forse su una parte del suo fisico resa più fragile da episodi precedenti. Sa una cosa, però… Se forza i tempi del rientro, rischia molto di più che attendere con pazienza che l’arto abbia ripreso la sua piena funzionalità e i dolori siano del tutto passati“.
Per Panatta gli infortuni sono colpa delle racchette
Il 76enne romano fa, poi, un ragionamento sulla causa principale dell’aumento degli infortuni che, a suo dire, è legata alle racchette moderne: “Il tennis non perdona, questo tennis meno che mai. Si dice che si giochi troppo, ed è vero, ma è solo una parte del problema. I tornei di due settimane impongono ai migliori di stare sul pezzo per periodi sempre più lunghi, ma è l’abbinamento con un tennis di potenza, giocato con racchette nate per colpire sempre in accelerazione, a tormentare il fisico dei tennisti e produrre un’infinità di lacerazioni. Muscoli, polso, schiena, spalle, e ginocchia naturalmente. Gli infortuni, rispetto ai primi del Duemila, sono aumentati del 110 per cento. Qualcuno ha intenzione di intervenire e cambiare le cose? Così, con questi ritmi, il tennis non andrà lontano. E non è un caso che due giovani campioni come Sinner e Alcaraz già oggi avvertano di avere l’intenzione di prendersi, in futuro, le dovute pause. Hanno capito che il tennis non cambierà e l’unica strada è quella di cambiare il loro tennis”.