Tennis

La promessa Vasamì sogna in grande: “Vi svelo il prossimo obiettivo da raggiungere”

Il 18enne Jacopo Vasamì rivela il traguardo che gli piacerebbe tagliare nei prossimi 12 mesi
Jacopo Vasamì
Jacopo Vasamì (Getty Images)

Attualmente posizionato al n. 624 della classifica ATP, il 18enne Jacopo Vasamì è, certamente, uno dei giovani più interessanti tra gli italiani in rampa di lancio e, in una interessante intervista esclusiva rilasciata a Lorenzo Ercoli per Spazio Tennis e MEF Events, parla dei suoi obiettivi presenti e futuri.

Vasamì a cuore aperto

Il classe 2007 punta a disputare le qualificazioni al prossimo Australian Open: “Ho fatto una preparazione davvero lunga, non giocavo da diversi mesi. Ho dovuto recuperare da un problema alla schiena: è stata una guarigione piuttosto lunga. È servita un po’ di pazienza, ma ora sto bene. Miglioro ogni giorno e sono sulla strada giusta. Sto lavorando tantissimo dal punto di vista atletico: il mondo del professionismo è tutta un’altra storia rispetto al circuito junior, le partite vanno gestite diversamente. Giocare tanti Challenger è importante, abbiamo il vantaggio che in Italia ne vengono organizzati molti e la Federazione ci aiuta, in più il Junior Reserved mi consente di avere altri ingressi nei tabelloni principali, il 2026 sarà basato prevalentemente su questo circuito. Da giovane vuoi tutto subito, ma nel tennis come nella vita serve pazienza. È un cammino molto lungo, qualcuno arriva al top a 17 anni, altri a 30. Ognuno ha il suo percorso e non bisogna compararsi agli altri, l’importante è dare il massimo. Vorrei arrivare a fine carriera e non essermi mai risparmiato. A breve termine? Mi piacerebbe giocare le qualificazioni dell’Australian Open 2027”.

Le aspettative su Vasamì

Il romano è consapevole di avere grandi aspettative su di sé dopo essersi aggiudicato il Trofeo Bonfiglio nel 2025: “Hype su di me? La vivo molto serenamente, vado in campo per fare le mie partite. Di quello che si dice fuori dal campo mi interessa relativamente, non do peso alle critiche e vado per la mia strada che è una strada bellissima. La Rafa Nadal Academy è stata un’esperienza incredibile, anche fuori dal campo. Mi sono diplomato in una scuola americana e parlo perfettamente due lingue, sono stati anni molto costruttivi che mi sto portando dietro. All’Academy facevo mezza giornata di tennis e atletica e mezza giornata di scuola, erano giornate lunghe. Ci tenevo molto a completare gli studi. I giocatori italiani sono sempre stati molto disponibili con me. Con Cinà ci conosciamo da quando eravamo piccoli, è un bravissimo ragazzo e un ottimo giocatore. Avere un altro tennista della mia età che fa così bene mi motiva, sono tutte cose in più”.