La PTPA risponde a Djokovic con un duro comunicato: è guerra tra Nole e l’associazione da lui fondata
La PTPA è un’organizzazione fondata nel 2020 da Novak Djokovic e Vasek Pospisil con l’obiettivo di aumentare il potere dei giocatori e ridurre il controllo delle autorità dirigenti, in particolare dell’ATP; da domenica 4 gennaio 2026 il 38enne serbo non ne fa più parte ufficialmente come dichiarato su X: “Dopo un’attenta valutazione, ho deciso di allontanarmi completamente dalla PTPA. Questa decisione arriva dopo le continue preoccupazioni riguardanti la trasparenza, la governance e il modo in cui la mia voce e la mia immagine sono state rappresentate. Sono orgoglioso della visione che Vasek e io abbiamo condiviso quando abbiamo fondato la PTPA, dando ai giocatori una voce più forte e indipendente, ma è diventato chiaro che i miei valori e il mio approccio non sono più allineati con l’attuale direzione dell’organizzazione. Continuerò a concentrarmi sul mio tennis, sulla mia famiglia e a contribuire allo sport in modi che riflettano i miei principi e la mia integrità. Auguro il meglio ai giocatori e alle persone coinvolte per andare avanti, ma per me questo capitolo è ormai chiuso”.
PTPA replica a Djokovic
Non si è fatta attendere la risposta della PTPA con un comunicato molto duro, condiviso anche dallo stesso Pospisil, che, pur non nominandolo, sembra proprio rivolto al 24 volte campione Slam: “I giocatori hanno creato la PTPA per garantire una voce più forte e trasparente nel tennis professionistico. La PTPA è governata dai giocatori e opera con comunicazione aperta, decisioni collaborative e impegno regolare. Accogliamo sempre con piacere l’opportunità di affrontare i problemi con qualsiasi giocatore e rimaniamo disponibili a farlo. Come parte della sua missione, la PTPA ha avviato un contenzioso contro i circuiti e gli Slam per promuovere riforme relative alla governance, alla trasparenza e ai diritti dei giocatori. Di conseguenza, siamo stati oggetto di campagne diffamatorie e intimidazioni attraverso la diffusione di narrazioni inaccurate e fuorvianti intese a screditare la PTPA, il suo staff e il suo lavoro. Un tribunale federale ha già dichiarato improprio questo tipo di molestie e ne ha ordinato la cessazione. Stiamo lavorando a stretto contatto con consulenti legali, forze dell’ordine e giocatori per valutare tutte le opzioni disponibili per affrontare la diffusione della disinformazione. Gli attacchi da parte di qualsiasi giocatore non ci distrarranno dalla nostra missione: ottenere riforme significative per tutti i tennisti”.