La rivelazione di Rune: “Operato da chi è riuscito a rianimare Eriksen”. Il ruolo di Panichi
Intervista a cuore aperto quella rilasciata da Holger Rune a Marca in cui rivela particolari inediti dopo la rottura del tendine d’Achille nella semifinale di Stoccolma con Ugo Humbert.
Rune rivive il momento dell’infortunio
Innanzi tutto, il danese parla di quanto accadutogli in Svezia: “Ho avuto la sensazione che il terreno stesse sprofondando, come se fossi nel bel mezzo di un terremoto. Il mio primo pensiero è stato che ci fosse un problema con il terreno di gioco. Non ho sentito dolore, il mio piede si è semplicemente staccato dal corpo. Ho detto al fisioterapista che non mi sarei ritirato. Ero in vantaggio di un set ed ero sicuro che una fasciatura sarebbe stata sufficiente. È stato lui a dirmi che il tendine era rotto. Sentivo il piede intorpidito. Ero spaventato”.
Il legame con Eriksen e il ruolo di Panichi
Il nativo di Gentofte entra, poi, nel dettaglio dell’operazione chirurgica e della riabilitazione: “Mi ha operato il chirurgo della nazionale danese di calcio. Se era riuscito a rianimare Christian Eriksen, ero sicuro che avrebbe potuto riparare il mio tendine d’Achille. E lo ha fatto. Tutti in ospedale sono stati molto gentili e mi sono sentito in buone mani. All’inizio ho lavorato solo con il mio fisioterapista, Nicolas, perché ero molto limitato dopo l’intervento. A Doha ho un preparatore atletico e un fisioterapista specializzati in questo tipo di riabilitazione, sanno esattamente quanto spingermi. Marco e io abbiamo lavorato insieme prima che andassi a Doha, e lui mi ha raggiunto qui dopo per monitorare i miei progressi prima del ritorno in Europa. Abbiamo ripreso a lavorare insieme dopo Capodanno. Il mio obiettivo è camminare normalmente, senza zoppicare. Poi riuscire a muovermi in campo e sembrare un tennista. A seconda dei miei progressi dal 12 gennaio in poi, potrei essere pronto per fare qualche salto a febbraio. Forse di più. Ma stiamo procedendo un passo alla volta”.