Tennis

L’attacco di Barazzutti a Sinner: “Serve più trasparenza”. I dettagli

Corrado Barazzutti non è soddisfatto di come Jannik Sinner sta gestendo la comunicazione del proprio infortunio al ginocchio destro
Jannik Sinner
Jannik Sinner (Getty Images)

Il quinto forfait consecutivo di Jannik Sinner, che non sarà in campo neanche al Masters 1000 di Shanghai dal 7 al 18 ottobre 2026, viene commentato da Corrado Barazzutti che rilascia una pungente intervista al quotidiano La Repubblica.

Barazzutti critica Sinner per la mancanza di trasparenza

L’ex capitano della nazionale italiana di Coppa Davis non è soddisfatto di come il 25enne di San Candido sta gestendo l’infortunio al ginocchio destro sul piano della comunicazione: “Dopo aver rinunciato a Pechino, era logico che Jannik facesse altrettanto con Shanghai. Tra i due tornei c’è di mezzo solo una settimana, se non sei a posto come fai a riprenderti in così poco tempo? Fosse stato davvero disponibile per Shanghai, avrebbe usato Pechino come tappa di avvicinamento. No, non sono sorpreso. Però…un po’ più di trasparenza nella comunicazione, da parte del suo staff, sarebbe meglio. Tutti questi silenzi: perché? Non c’è niente di male a dire le cose alla luce del sole, basterebbe un medico che spiegasse: ha questo problema fisico, dovrà curarsi così e colà, rientrerà ragionevolmente per una certa data. Invece dobbiamo accontentarci di qualche post sui social, ogni tanto. Intendiamoci, capisco benissimo che sia una scelta precisa e non la discuto: vogliono proteggere la privacy del giocatore. Del resto, era successo un po’ anche con Carlos Alcaraz: nessuno sa esattamente cosa gli sia accaduto al polso destro. Con Sinner sono stati ancora più criptici: niente di male, ma poi la gente finisce per speculare. Sarebbe bello sapere quali siano le sue reali condizioni”.

Barazzutti è convinto che non ci sia una questione mentale dietro i ritiri di Sinner

Barazzutti spezza, però, una lancia a favore del n. 1 della classifica ATP quando gli viene chiesto se ci possa essere un blocco mentale dietro a tutti questi ritiri: “Qualcuno sostiene sia clinicamente guarito, ma dentro di sé non si senta al 100% e allora preferisca rinviare: una questione mentale? Sciocchezze. Anche quest’anno ha raggiunto la piena forma nel corso dei tornei. Sono convinto che si tratti di un problema fisico non ancora risolto. Non so se sia una valutazione sua o del team, ma credo faccia bene a prendere tempo se non si sente ancora a posto: a volte è importante rallentare, ascoltare il proprio corpo”.