Tennis

L’ex tennista Edmund: “Sinner e Alcaraz hanno un calendario diverso dagli altri”. I dettagli

L’ex n. 14 della classifica ATP Kyle Edmund parla della differente programmazione di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz rispetto ai loro coetanei
Kyle Edmund (Getty Images)

Parlando di Carlos Alcaraz e Jannik Sinner in un episodio di Beyond The Numbers dell’ATP Tour, Kyle Edmund sottolinea come i due tennisti si programmino ormai in modo differente rispetto agli altri top player della loro generazione.

La riflessione di Edmund sulla programmazione di Sinner e Alcaraz

Ecco le parole dell’ex n. 14 del ranking mondiale: “Credo che, anche a causa dell’introduzione dei tornei ATP con formato più lungo, Jannik e Carlos abbiano già iniziato a gestire i carichi di lavoro. Li vediamo scegliere con maggiore attenzione gli eventi a cui partecipare, anche perché il loro dominio glielo permette. I tornei più importanti restano la priorità: in questo momento l’attenzione è concentrata soprattutto sui Masters 1000 e sugli Slam. Negli altri tornei li vediamo molto meno. Giocano decisamente meno rispetto agli altri. Se un giovane mi chiedesse quanti tornei dovrebbe disputare in una stagione, gli direi circa 25-30. Loro, invece, ne giocano molti meno perché possono permetterselo grazie ai risultati ottenuti”.

Edmund sottolinea la volontà di migliorarsi di Sinner e Alcaraz

Il britannico fa, poi, una riflessione sul desiderio di entrambi i campioni di migliorarsi, senza dimenticare la loro adattabilità a ogni superficie: “Penso che questa sia una caratteristica fondamentale dei campioni: la volontà di continuare a migliorarsi, senza mai accontentarsi di restare al livello raggiunto, anche quando hanno già dominato in maniera incredibile. Rafa Nadal, insieme a Toni Nadal, ha sempre parlato apertamente dell’importanza di adattarsi, migliorare e provare cose nuove. Fa quasi paura pensare che stiano già dominando il circuito e che, nonostante questo, vogliano ancora diventare più forti. Hanno vinto su tutte le superfici e praticamente in tutti gli Slam. Questo dimostra che non sono giocatori specializzati su un solo terreno o capaci di fare bene una sola cosa. La loro capacità di adattarsi su ogni superficie rappresenta una dimensione in più del loro gioco ed è ciò che li rende così forti“.