Lorenzi e Nargiso analizzano il servizio di Sinner: “Primo giocatore a trasformarlo in un punto di forza”. I dettagli
Jannik Sinner non ha trionfato soltanto nell’edizione 2026 di Wimbledon, ma si è aggiudicato anche la speciale classifica degli ace realizzati sull’erba londinese: due ex tennisti del calibro di Paolo Lorenzi e Diego Nargiso analizzano i progressi compiuti dall’azzurro in una puntata di Tennis Talk su SuperTennis.
La riflessione di Nargiso sul servizio di Sinner
Il napoletano crede che il n. 1 della classifica ATP sia il primo tennista a trasformarlo in un punto di forza: “Ci sono giocatori che col servizio ci hanno costruito una carriera. A partire da Goran Ivanisevic, Pete Sampras, Richard Krajicek. La loro caratteristica era però già quella di avere delle capacità particolari, dove chiaramente affinavano e miglioravano il servizio lavorandoci. Era comunque già un punto di forza per loro. Io credo che Sinner sia il primo giocatore a trasformarlo in un punto di forza. Forse un altro è Mats Wilander. Aveva un servizio scarso all’inizio della sua carriera e vinceva solo sulla terra battuta. Poi ha iniziato a servire in modo esponenzialmente migliore. Jannik aveva una debolezza in quel colpo a 15-16 anni, ma non lo dico io. Oggi diventa il servizio più efficace e migliore al mondo. È incredibile la sua capacità di miglioramento e resilienza. Quale giocatore è disposto a dire: ‘Va bene, proviamo subito qualcosa di nuovo a Wimbledon’. Questo ti fa capire che nulla è impossibile per lui. Oggi vince le partite soprattutto con il servizio, ed è una cosa strepitosa”.
Lorenzi si focalizza sulle parole di Vagnozzi sul servizio di Sinner
Questa, invece, l’opinione del direttore degli Internazionali d’Italia: “Sono importanti le parole di Simone Vagnozzi. È un qualcosa che parte da dietro. Ti spiega dove è arrivato Sinner, non è che si è svegliato adesso e serve bene questa settimana. Nel 2022 il servizio era uno dei suoi punti deboli e nel 2026 diventa uno dei colpi migliori. In questi quattro anni ci sono stati momenti in cui le percentuali erano troppo basse o la seconda troppo debole. Ci sono stati alti e bassi”.