Tennis

L’umiltà di Paolini da Mérida: “Non ci siamo solo io e Sinner in Italia”. I dettagli

Jasmine Paolini non crede che il boom del tennis in Italia sia soltanto merito di Jannik Sinner e della toscana
Jasmine Paolini
Jasmine Paolini (Getty Images)

Prima semifinale dell’anno per Jasmine Paolini al WTA 500 di Mérida dove è brava a riprendersi da un inizio shock contro Katie Boulter, imponendosi in rimonta con il punteggio di 0-6 6-3 6-3.

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Le sensazioni di Paolini dopo la sfida con Boulter

L’azzurra analizza una partita a due volti in conferenza stampa: “Lei stava giocando molto bene, dal mio canto dovevo giocare più profondo e alto perché, ho detto a me stessa, che se continuavo a giocare lentamente lei avrebbe colpito tutte le palle. Dovevo alzare il livello e fortunatamente ci sono riuscita, l’obiettivo è essere più continua dal primo punto in semifinale”.

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Paolini presenta la sfida con Bucsa

Inevitabile pensare al duello con la moldava naturalizzata spagnola Cristina Bucsa in programma domenica 1° marzo alle ore 02:30 italiane: “Mi aspetto un match duro perché è una giocatrice solida e su questi campi è importante esserlo. Devo entrare in campo con un livello migliore rispetto ai quarti, la chiave dell’incontro sarà giocare profondo. Lo è sempre, ma ora più che mai”.

Il boom del tennis italiano

La vincitrice dell’ultima edizione degli Internazionali di Roma non vuole prendersi troppi meriti per il periodo d’oro del tennis italiano: “Prima di tutto non ci siamo solo io e Sinner. Ci sono molti giocatori come Musetti, Cobolli, Cocciaretto…molti giocatori, forse dimentico qualcuno…c’è Berrettini. Penso siamo una grande squadra, siamo molto orgogliosi e ci spingiamo a vicenda. In Italia il tennis sta diventando molto popolare grazie a Jannik e gli altri ragazzi, noi stiamo facendo lo stesso tra le ragazze. Il tennis sta crescendo molto in Italia, ed è bello per le nuove generazioni perché molti stanno iniziando”.