Mouratoglou a sorpresa: “Temo per il futuro del tennis”. Il motivo
Storico allenatore di Serena Williams, Patrick Mouratoglou non è mai banale quando interviene nelle questioni tennistiche e anche la sua ultima uscita ai microfoni di Eurosport France non fa eccezione.
Secondo Mouratoglou il tennis deve cambiare
A parere del coach transalpino, il tennis è ormai diventato uno sport dai tempi troppo lunghi per attirare il pubblico più giovane: “Il tennis è uno sport molto popolare tra le persone della mia generazione, che lo hanno scoperto negli anni ’70 e ’80. La base di fan è enorme, ma si tratta di un pubblico più maturo, quindi gli sponsor ci sono, così come i diritti televisivi. Da questo punto di vista, va tutto bene. Tuttavia, se ci proiettiamo tra 20, 30 o 40 anni, questa base di fan non esisterà più e, di conseguenza, il tennis non ci sarà più. Il tennis è il mondo di ieri, è nato prima del 1900 e da allora il formato non è mai cambiato. Oggi i modelli di consumo sono completamente mutati con i social media, le piattaforme di streaming, i videogiochi, chi ha meno di 30 anni non consuma più i contenuti come una volta. Anche i giocatori, quando faccio loro questa domanda, il 100% mi dice che non guarda più le partite, mi dicono che sono troppo lunghe, si concentrano solo sui momenti salienti. Il prodotto non è adeguato; lo è per noi, lo è per me, ma non per i minori di 30 anni”.
La proposta di Mouratoglou
Ideatore dell’esibizione denominata Ultimate Tennis Showdown, il tecnico francese crede che il tennis debba evolvere verso un prodotto di maggiore intrattenimento: “È bello preservare ciò che abbiamo, è fantastico, ma dobbiamo anche pensare al futuro, è quello che dico sempre. L’ATP e i tornei del Grande Slam vivono nel presente; fanno il loro lavoro benissimo perché sono molto redditizi, ma nessuno pensa al futuro del tennis. L’UTS è una combinazione di vero sport e spettacolo; è entrambe le cose. Non è semplicemente l’una o l’altra. Un’esibizione è intrattenimento al 100%; lì i giocatori giocano solo al 20 o 30% del loro potenziale. Ecco perché i giocatori si lamentano che il calendario sia troppo restrittivo quando partecipano alle esibizioni. La gente non capisce queste cose, ma un’esibizione non può mai stancarti quanto un torneo; non sono minimamente paragonabili. D’altra parte, quando devi giocare una partita ufficiale, allora la fatica fisica e mentale è notevole. L’ATP e la WTA potrebbero collaborare con noi e permettere la coesistenza di questi due formati fino a quando non si verificherà un eventuale cambiamento”.