Tennis

Musetti: “Ecco la partita del 2026 che vorrei rigiocare”. Poi parla dell’ingresso di Mager nel team

Lorenzo Musetti fa un bilancio della propria stagione prima dell’esordio con Frances Tiafoe a Vienna
Lorenzo Musetti (Getty Images)

Reduce da un titolo ATP atteso quattro anni a Lione, Lorenzo Musetti rilascia una interessante intervista alla Gazzetta dello Sport in cui rivive un 2026 condizionato dagli infortuni prima dell’esordio a Vienna con Frances Tiafoe in programma mercoledì 28 ottobre.

Musetti vorrebbe rigiocare i quarti di Melbourne con Djokovic

Il carrarino ricorda il momento più brutto della stagione quando si ritirò con Novak Djokovic ai quarti dell’Australian Open mentre era in vantaggio per due set a zero: “Non sarà mai alle spalle. Ma secondo me è sbagliato pensare di annullare quell’episodio, perché comunque c’è stato e non si può cancellare. Nei primi mesi non riuscivo a togliermelo dalla testa. Era qualcosa che mi pesava e anche inconsciamente non riuscivo a superarlo. Ho capito piano piano, attraverso gli errori, sbagliando e ripetendo altri sbagli, che purtroppo non posso cambiare quello che è successo in Australia, ma posso solo cambiare quello che succederà d’ora in avanti. Il rammarico c’è anche adesso, perché ovviamente mi piacerebbe qualche volta rigiocare quella partita con Djokovic, finirla in condizioni di salute. Però non vedo l’ora di ritrovarmi in un match che possa portarmi magari allo stesso esito, chissà, anche più in alto”.

Musetti riflette sull’ingresso di Mager nel team

L’ex n. 5 della classifica ATP è molto soddisfatto dell’aiuto dell’ex tennista, nonché suo cognato, Gianluca Mager che l’ha seguito in Francia in assenza di Simone Tartarini: “È stato un ingresso ‘silenzioso’ ma ci sono stati subito risultati. Siamo sempre stati molto amici, legati ancora prima di diventare parenti. Abbiamo sempre condiviso bellissimi momenti in campo e fuori. L’ho fatta per ritrovare un po’ di serenità. Tanti l’hanno criticata, parlando di comfort zone, però credo che fosse quello che cercavo e che mi serviva, specialmente dopo un’annata così difficile. Qualcuno con cui potermi confrontare, con una visione più da giocatore, perché Gianluca ha smesso poco tempo fa. Credo che la carica e gli stimoli che ci siamo dati l’un l’altro siano stati un po’ il frutto di questa bellissima settimana”.