Tennis

Naldi a cuore aperto: “Con Sinner resta il rapporto umano, nessun rancore”

Prima intervista ufficiale da parte di Giacomo Naldi involontario protagonista del caso Clostebol che ha coinvolto Jannik Sinner
Giacomo Naldi e Umberto Ferrara
Jannik Sinner durante la premiazione dell'Australian Open 2024 (Getty Images)

Niente da fare per Giacomo Naldi: a differenza di quanto accaduto a Umberto Ferrara, rientrato nello staff di Jannik Sinner dopo la chiusura del caso Clostebol, il fisioterapista bolognese non ha più avuto la fiducia del n. 2 della classifica ATP che, dopo il licenziamento di Marco Panichi, ha optato per l’esperto argentino Alejandro Resnicoff.

La verità di Naldi

In una intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Naldi ripercorre quanto accaduto nell’ultimo anno in cui la sua carriera è stata condizionata dall’involontaria partecipazione al caso Clostebol che ha portato alla sospensione di tre mesi accettata dal 24enne di San Candido: “Anche durante il procedimento abbiamo sempre avuto rapporti buoni con Sinner. Io mi sono sempre comportato correttamente, non ho mai cercato visibilità. Queste sono le prime dichiarazioni ufficiali che faccio da quando tutto è accaduto, a volte mi sono state messe in bocca delle parole prese in altri contesti che hanno scatenato odio social e polemiche nei miei confronti. A differenza di altri, non ho mai detto nulla dell’accaduto, e penso che la mia correttezza sia stata evidente e apprezzata. Con Jannik abbiamo parlato, è stato cordiale, ci siamo raccontati cose private. Al di là di tutto, resta il rapporto umano dopo un caso che ci ha coinvolto ed è stata solo una sfortunata serie di coincidenze, e ne siamo consapevoli. Ho visto Cahill, che è sempre stato molto amabile, ho incrociato Ferrara. Io vengo dal basket, ho sempre cercato di portare anche nel team Sinner lo spirito di gruppo ed è una delle cose che più è stata apprezzata. Anche se la collaborazione si è interrotta non c’è nessun rancore. Quello che è successo non si può cambiare, ma bisogna voltare pagina. La vita va avanti”.

Il ritorno in uno Slam con Passaro

Il romagnolo parla, poi, dell’accoglienza ricevuta agli US Open dove ha seguito Francesco Passaro: “Mi ha fatto molto piacere tornare sul circuito, vivere l’atmosfera di un Grande Slam. E l’accoglienza è stata ottima da parte di tutti. Giocatori, allenatori, preparatori. Alcaraz mi è venuto incontro, è stato come sempre gentilissimo, abbiamo fatto due chiacchiere ed è una cosa che mi ha fatto un piacere immenso. Tutto assolutamente tranquillo. Alla fine il tempo passa, le persone vanno avanti ognuna secondo il proprio percorso. Come sono andate le cose ormai lo sanno tutti e chi non lo sa può andare a leggersi la sentenza. Non mi sono sentito osservato, è stato come riprendere il filo del discorso dove lo avevo lasciato. Ora lavoro con Francesco Passaro: l’ho aiutato con un problema fisico che aveva avuto e abbiamo iniziato a collaborare. Quello che mi piace è che non importa quale sia il traguardo, che si tratti di uno Slam o della Top 100, tutti devono andare nella stessa direzione per raggiungerlo. Ognuno con la propria passione e la propria competenza. Ora finiremo la stagione con l’obiettivo di entrare direttamente in tabellone in Australia”.