Nargiso spiega il lungo stop di Sinner: ecco il rischio da evitare per il n. 1 del mondo
Tra i pareri più autorevoli in Italia sul tennis c’è, senza dubbio, quello di Diego Nargiso, ex giocatore della nazionale azzurra di Coppa Davis e, ora, commentatore per SuperTennis: il napoletano rilascia una bella intervista a Tuttosport in cui parla dell’infortunio al ginocchio destro di Jannik Sinner che lo sta facendo tanto penare in quest’ultimo periodo.
Nargiso motiva il lungo stop di Sinner
Secondo Nargiso, la cautela è legata al desiderio che il problema non diventi cronico: “La preoccupazione è legittima. Sono convinto che Jannik abbia scelto di affrontare la questione una volta per tutte. Un fastidio del genere difficilmente nasce all’improvviso: credo fosse già presente, gestito con attenzione, fisioterapia e rinforzo muscolare, finché a un certo punto non è stato più possibile tenerlo sotto controllo. Nel caso di un problema legamentoso cronico, per esempio alle caviglie, come è capitato a me, il medico spesso mette l’atleta di fronte a una scelta: operare, con tempi di recupero più lunghi e nessuna garanzia assoluta, oppure gestire la situazione in un altro modo. Ma nel caso di Jannik non credo sia questa la situazione, altrimenti non potrebbe allenarsi. Penso piuttosto a un’infiammazione che rischia di cronicizzarsi, e che lui vuole a tutti i costi evitare. Il punto è trovare la causa: a 25 anni un sovraccarico simile non dovrebbe esserci. A me è successo alla spalla a 30 anni, dopo quattordici anni di attività, non dopo cinque o sei”.
Nargiso crede che Sinner rientrerà in questa stagione
Secondo l’ex n. 67 della classifica ATP, ci sono buone probabilità di rivedere il 25enne di San Candido in campo già in questa stagione: “Jannik fino a cinque o sei mesi fa era sano e giocava ogni settimana, magari con qualche fastidio. Non ha un’articolazione compromessa da un intervento chirurgico o da un vecchio infortunio. Credo che, una volta individuata la soluzione, nel giro di tre o quattro settimane anche un’infiammazione importante possa svanire, se accompagnata dal giusto mix di riposo, terapia e ri-allenamento. Non credo a un problema cronico per tutto il resto della carriera. Anche perché, se fosse una malformazione, come il piede di Nadal, sarebbe una vicenda ben più grave, e al ginocchio non ne ho mai sentite di simili”.
L’esperienza personale di Nargiso
Nargiso porta, in ultimo, la propria esperienza personale per spiegare la gestione dell’infortunio da parte del team di Sinner: “Conosco bene l’insidia di giocare con un problema fisico a fine carriera: io ho passato gli ultimi due anni e mezzo tra antinfiammatori e infiltrazioni continue. Diventa una condizione molto pesante, ancor più se sei il numero uno del mondo, sotto pressione ogni settimana. Immagino che Jannik e il suo staff abbiano scelto di fermarsi più a lungo ora, per ripartire senza più dolore e senza doversi chiedere ogni mattina come starà il ginocchio, se sul cemento andrà bene e sulla terra no”.