Panichi tra Djokovic e Rune: il preparatore svela i segreti di Nole e Holger
La breve esperienza nello staff di Jannik Sinner non ha tolto al preparatore atletico Marco Panichi la voglia di parlare dei suoi assistiti: intervenendo in un podcast a JLM, il romano spiega le caratteristiche uniche di Novak Djokovic e la condizione in cui si trovava Holger Rune quando hanno iniziato a collaborare insieme nel mese di agosto 2025.
Panichi spiega perché Djokovic è speciale
L’esperto professionista è convinto che Nole sia unico dal punto di vista mentale: “La sua velocità non è fisica… è neurologica. Con Novak, ogni esercizio deve avere una ragione precisa. Lui vuole capire ogni dettaglio. Niente è mai routine. La sua velocità non è solo fisica, ma soprattutto neurologica. Inoltre, legge il gioco prima ancora di vederlo, il che è fondamentale. Perché se un giocatore non anticipa, naviga a vista. È quindi un atleta fluido e completo. Perché alla fine, il vincitore non è il più muscoloso, ma colui che si muove meglio nello spazio. Djokovic capisce tutto prima di tutti”.
Il difficile inizio con Rune
Panichi sottolinea, poi, in che condizioni si trovasse il danese, ora in fase di recupero dopo lo sfortunato infortunio al tendine d’Achille, all’inizio della loro relazione lavorativa: “Quando sono arrivato, Holger usciva da un periodo complicato. Non c’era un infortunio grave, ma un insieme di cose: stanchezza, compensazioni, piccole rigidità che limitavano la sua espressività. Il suo corpo inviava segnali chiari. Abbiamo rimesso ordine. Holger ha sempre la tendenza a dare tutto, ma quando devi recuperare, la disciplina è essenziale: progressioni, intensità controllata, rispetto delle scadenze. A volte, il buon lavoro consiste proprio nel farlo andare più lentamente”.