Roland Garros

Le toccanti parole di Djokovic per Zverev: “So cosa hai dovuto sopportare da piccolo”. Il riferimento al diabete di cui soffre Sascha

Il messaggio più bello di congratulazioni per Alexander Zverev arriva certamente da Novak Djokovic
Novak Djokovic (Getty Images)

Il primo titolo Slam conquistato da Alexander Zverev al Roland Garros 2026 è anche il primo vinto da un atleta affetto da diabete con il n. 3 della classifica ATP costretto a ricorrere a iniezioni d’insulina nel corso della finale con Flavio Cobolli: la grande impresa compiuta da Sascha viene, così, rimarcata da Novak Djokovic che lo conosce da quando aveva 10 anni.

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Djokovic fa commuovere Zverev

Ecco le parole su Instagram del 24 volte campione Slam: “Sascha, ti conosco da quando avevi 10 anni. Lottavi sui campi di allenamento con il mio fratellino minore mentre io affrontavo tuo fratello maggiore, Mischa, sul grande palcoscenico, sia nel circuito junior che in quello professionistico.  Ho coltivato un rapporto di rispetto e amicizia con tutta la tua famiglia per molti anni. Abbiamo avuto innumerevoli conversazioni su tattiche tennistiche, strategie di gioco, vita, famiglia e affari. Abbiamo vissuto momenti divertenti dentro e fuori dal campo. Sapendo quello che hai dovuto sopportare a causa della tua malattia fin da piccolo, superare il più grande ostacolo mentale dentro di te e mettere a tacere i critici che pensavano che non avresti mai vinto uno Slam, rende questo titolo ancora più speciale e memorabile. Vedere le lacrime di gioia che hai versato insieme ai tuoi genitori, a tuo fratello e agli altri membri del team mi ha emozionato. Sono felice che ce l’abbia fatta, ti meriti assolutamente questo successo perché hai lavorato duramente su ogni fronte per realizzarlo. Goditelo. Ben fatto, fratello”.

Le parole di Zverev sul diabete

Il 29enne tedesco sottolinea sempre come debba giocare due partite a causa del diabete di tipo 1 di cui è affetto: “Quando mi è stato diagnosticato, circa venti anni fa era diverso e praticare uno sport come il tennis era considerato impossibile. La tecnologia e i farmaci hanno fatto enormi passi avanti. Quindi io sto vivendo il mio sogno ma non sono l’unico esempio di atleta con diabete. E oggi non c’è motivo per cui bambini e adulti con diabete non possano vivere al meglio la propria vita. Ci sono due partite che si giocano contemporaneamente: quella che tutti vedono e quella che sento solo io”.