Roland Garros 2026, Berrettini: “Di Sinner ce n’è uno. Le sconfitte servono, anche dolorose”
Matteo Berrettini torna in quarti di finale al Roland Garros cinque anni dopo la sfida con Novak Djokovic e lo fa battendo in tre set Juan Manuel Cerundolo. In conferenza stampa l’azzurro ha analizzato così la vittoria di oggi. “Sono grato, è stato un match molto difficile specialmente nel terzo set, ero un break sotto e sotto 6-3 nel tie-break – ha detto Berrettini -. L’ho recuperata grazie a un ottimo livello di tennis, sono fiero di me. Ho provato ancora una volta a me stesso che anche nei momenti più difficili trovo l’energia, sono fortunato ad avere intorno persone che mi aiutano. Riescono a darmi energia positiva, non è facile nei momenti negativi, quando per esempio non riesci a tirare due palle. Sono contento perché oggi sono stato lì dal primo all’ultimo punto, mi sono parlato con convinzione e mi sono divertito”.
Roland Garros 2026, Berrettini: “Ho ritrovato la fiducia per spingere al 100% ogni colpo”
Berrettini ha poi spiegato quella che è la chiave principale della sua settimana positiva al Roland Garros: “Questo è uno sport esigente, dal punto di vista fisico e mentale è uno dei più duri che ci sia. Si viaggia in giro per il mondo, hai ore e ore di allenamento e di partite. Sono arrivato alla conclusione che il mio corpo si usura ed è normale, l’ho accettato. La chiave per me è stata ritrovare la fiducia per spingere al 100% su ogni colpo, come ho sempre fatto. Ciò che mi ha reso vincente è il fatto di colpire forte, dando tanto peso alla palla. Non ho mai dubitato né del mio servizio, né del mio dritto, se l’ho gatto è perché dubitavo della mia tenuta mentale, che era collegata all’aspetto fisico. Dubitavo di poter competere con questa intensità e con questo esborso di energie per tanto tempo. Venivo da un periodo negativo, grazie alle persone che mi hanno continuato a ripetere che sono fatto per questo. Sto dimostrando di essere un signore giocatore di tennis”.
Roland Garros 2026, Berrettini: “Abbiamo bisogno anche di perdere e sentirci tristi”.
Le ultime battute della conferenza stampa di Matteo Berrettini sono dedicate all’aspetto mentale e all’utilità di certe sconfitte per rialzarsi e migliorare: “Siamo abituati a vedere vincere sempre e fare risultati i big. Bisogna fare un distinguo però tra giocatori, ad esempio Nadal vinceva sempre o al massimo faceva finale. A volte i giocatori hanno anche bisogno di sconfitte, alcune dolorose come a Roma o Madrid dove non mi sono sentito bene in campo. Quello che mi piacerebbe è avere un po’ più di equilibrio, si sente troppo parlare di fenomeno se faccio un buon risultato o di giocatore finito se esco al primo turno. Di Sinner ce n’è uno, noi altri abbiamo bisogno di sentirci tristi e di perdere, la classifica si costruisce in un anno. Ho avuto momento difficili che però mi hanno fatto trovare le energie giuste, non si può avere sempre un picco verso l’alto. Altrimenti saremmo tutti numero uno del mondo”.